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Palermo

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Percorsi

Luoghi che si raccontano

Cattedrale di Palermo

40s

Sai che la Cattedrale di Palermo nasconde un segreto astronomico? Sul pavimento della navata è incisa una linea meridiana, un vero e proprio strumento scientifico voluto nel Settecento per misurare il moto del sole. A mezzogiorno, un raggio di luce filtra da un foro nella volta e colpisce esattamente quella linea, indicando il giorno dell'anno con precisione assoluta. Ma non è tutto: sotto i tuoi piedi riposano le spoglie dei re normanni e svevi, tra cui Federico II. Una cattedrale che è al tempo stesso chiesa, osservatorio e tomba reale. Dove altro potresti trovare tutto questo in un solo edificio?

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Cattedrale di Palermo

38s

Siamo davanti a uno dei monumenti più stratificati d'Italia. La Cattedrale di Palermo nasce nel 1185 per volere dell'Arcivescovo Gualtiero Offamilio, ma il suolo su cui sorge custodisce secoli ancor più remoti: qui sorgeva prima una basilica paleocristiana, poi trasformata in moschea dagli Arabi nell'831. I Normanni la restituirono al culto cristiano, e da allora ogni dominazione lasciò il proprio segno. Nella cripta riposano le spoglie di Ruggero II, primo re di Sicilia, e dell'imperatore Federico II di Svevia. Un edificio che non è solo chiesa: è la memoria viva di un'isola contesa e magnifica.

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Porta Nuova — Corso Vittorio Emanuele

38s

Porta Nuova fu costruita nel 1535 per celebrare il ritorno trionfale di Carlo V da Tunisi. La loggia superiore con i telamoni, le figure maschili che sostituiscono le colonne, fu aggiunta nel 1669 dopo un'esplosione accidentale che distrusse la struttura originale. Passaci sotto e guardala dall'interno. Da qui inizia il tratto finale del Cassaro verso il Palazzo dei Normanni. Dalla sua sommità si vede tuttavia Vittorio Emanuele in prospettiva, con la cattedrale sullo sfondo. È il punto esatto dove la città medievale finiva e iniziava il potere reale.

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Teatro Massimo di Palermo — Piazza Verdi

44s

Il Teatro Massimo è il teatro lirico più grande d'Italia e il terzo più grande d'Europa, dopo l'Opera di Parigi e il Wiener Staatsoper di Vienna. Fu progettato da Giovanni Battista Filippo Basile nel 1875 e completato dal figlio Ernesto nel 1897. Ci vollero 22 anni. Sul frontone è incisa la frase di Pericle, «L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita». Dopo l'inaugurazione, fu chiuso per restauri nel 1974 e rimase chiuso per 23 anni, fino al 1997. Quella chiusura divenne il simbolo della paralisi istituzionale palermitana. La riapertura coincise con la stagione di massimo impegno antimafia della città.

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Via dei Beati Paoli — Quartiere Capo

36s

Via dei Beati Paoli prende il nome da una confraternita segreta medievale palermitana, i Beati Paoli, che secondo la tradizione si riuniva di notte nelle catacombe sotto il quartiere del capo per giudicare i nobili corrotti e i potenti ingiusti. Si racconta che i condannati venissero rapiti di notte e fatti sparire senza lasciare traccia. Non esistono prove storiche certe della loro esistenza, ma il romanziare Luigi Natoli ne fece i protagonisti del più famoso romanzo storico siciliano, pubblicato nel 1909. La via porta ancora il loro nome, il quartiere non li ha mai dimenticati.

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Piazza Marina — La Cala

33s

Piazza Marina è la piazza più grande del Centro Storico di Palermo. Al suo centro C è il Giardino Garibaldi, con i ficus magnolioidi più antichi d'Italia. Alcuni hanno oltre 150 anni e radici aeree che scendono dai rami come tentacoli. Si dice che le radici abbiano sollevato il selciato circostante nel corso dei decenni. Siediti su una panchina sotto questi alberi la mattina presto e guarda la piazza svegliarsi. A pochi passi Cic è la Cala, l'antico porto arabo di Palermo, ancora attivo con i pescherecci.

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Oratorio del Rosario di Santa Cita — Via Valverde

37s

L'oratorio di Santa Cita è considerato il capolavoro assoluto di Giacomo Serpotta, lo stuccatore palermitano che tra il 1687 e il 1718 rivestì le pareti di stucco bianco con scene della battaglia di Lepanto, angeli, putti e allegorie. Serpotta lavorava con uno stucco così raffinato da sembrare marmo o avorio. Si dice che aggiungesse latte all'impasto per ottenere quella luminosità. Non ha mai rivelato la formula. I suoi lavori a Palermo sono considerati unici al mondo per tecnica e qualità. Questa sala è il suo vertice assoluto.

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Palazzo Abatellis — Via Alloro, Kalsa

37s

Palazzo Abatellis fu costruito alla fine del Quattrocento per Francesco Patella, maestro portulano del Regno di Sicilia. È un raro esempio di gotico catalano a Palermo. Dal 1954 ospita la Galleria Regionale della Sicilia. Conserva il Trionfo della Morte, un affresco del XV secolo staccato dalla parete di Palazzo Sclafani. Un'opera di autore ignoto, considerata uno dei capolavori dell'arte medievale europea. Conserva anche il busto di Eleonora d'Aragona di Francesco Laurana, che il critico Federico Zeri definì il più bello ritratto femminile del Rinascimento italiano.

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Quartiere Kalsa — Piazza della Kalsa

40s

La Qalsa fu fondata dagli arabi nel X secolo come quartiere riservato alle truppe del Califo. Al-Khalisa in arabo significa «la pura, la scelta». Per secoli fu il quartiere più ricco e potente di Palermo. I normanni ne fecero il centro dell'aristocrazia. Poi arrivarono le invasioni, i bombardamenti del 1943 che lo rasero quasi al suolo e decenni di abbandono. Oggi è il quartiere più vitale del centro storico, con palazzi nobiliari ancora semi diroccati accanto a gallerie d'arte e locali. La Qalsa racconta tutta la storia di Palermo, la gloria, la distruzione e la lenta rinascita.

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Mercato del Capo — Via Porta Carini

35s

Il Mercato del Capo si estende sotto un lungo tunnel di teli colorati che filtrano la luce e creano un'atmosfera quasi cinematografica. È il Mercato del Pesce per eccellenza a Palermo, a ragoste, ricci, pesci spada, polpi esposti sui banchi di marmo. I venditori praticano ancora la bagnata, il canto grido ritmico con cui si richiamano i clienti. Entra da Porta Carini, la porta trecentesca che è ancora il suo ingresso principale, e cammina fino in fondo. Il Mercato finisce davanti alla Cattedrale.

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