Il Palazzo Senatorio si affaccia su Piazza Umberto I, il cuore civile del Centro Storico di Caltagirone. Intorno alla piazza si concentrano alcuni degli edifici più importanti della città. L'ex Teatro Garibaldi, oggi trasformato nella galleria intitolata Luigi Sturzo, sacerdote e politico calatino fondatore del Partito Popolare Italiano, e l'edificio settecentesco che ospitò l'antico Monte di Pietà, istituzione di microcredito controllata dalla Chiesa fin dal Cinquecento, oggi sede di banca. La piazza concentra in pochi metri quadrati il potere civile, quello religioso e quello finanziario della Caltagirone storica.
Si ascolta sul posto, con l’app
Chiesa del Gesù
40s
La Chiesa del Gesù fu costruita nel 1570 come parte del Collegio Gesuitico di Caltagirone. La facciata presenta otto statue raffiguranti santi e la Vergine con il bambino. All'interno conserva una pietà dipinta da Filippo Paladini, pittore toscano attivo in Sicilia tra V e 600 e una natività attribuita a Polidoro da Caravaggio. L'ex Collegio Gesuitico Annesso conserva ancora due cortili porticati. La presenza dei Gesuiti a Caltagirone, come in molte altre città siciliane di rilievo dell'epoca, portò con sé un patrimonio artistico di livello sorprendente per un centro dell'entroterra siciliano.
Si ascolta sul posto, con l’app
Basilica di San Giacomo — Arca argentea
48s
All'interno della Basilica di San Giacomo è custodita l'arca argente accontenente le reliquie del Santo Patrono, considerata l'opera di oreficeria più preziosa dell'intera città. Fu realizzata nell'arco di 92 anni, dal 1599 al 1691, da una sequenza di artefici. Il cesellatore palermitano Nibilio Gaggini, suo figlio Giuseppe, gli artigiani locali Gian Michele Ancone e Matteo Lomastro, e infine il messinese Martinez. Quasi un secolo di lavoro ininterrotto per un solo oggetto sacro. Nel 1700 il senato civico di Caltagirone, in segno di gratitudine verso il patrono, gli affidò simbolicamente le chiavi della città. Un'iscrizione del 1743 lo ricorda ancora oggi sulla chiave conservata nella basilica.
Si ascolta sul posto, con l’app
Basilica di San Giacomo
45s
La Basilica di San Giacomo fu eretta nel 1090 per volere del conte Ruggero il Normanno, dopo aver sconfitto i Saraceni nella Valle del Conte, alle porte di Caltagirone, proprio il 25 luglio, giorno della festa di San Giacomo. Il conte attribuì la vittoria all'intercessione del santo e gli dedicò il tempio, affidandogli la protezione della città. Il terremoto del 1693 la rase quasi completamente al suolo. Le cronache raccontano che 700 fedeli, riuniti in preghiera in quel momento, morirono nel crollo. Si scelse comunque di ricostruirla nello stesso punto esatto. Un'iscrizione latina lo definisce «Obi venera Shonem divi Giacobi», per rispetto verso San Giacomo.
Si ascolta sul posto, con l’app
Basilica di San Giacomo
38s
La chiesa di San Giacomo ha origini normanne, ma fu interamente rifatta tra il 600 e il 700 dopo il terremoto. Custodisce lo stemma marmoreo della città e un'arca argente accontenente le reliquie di San Giacomo, patrono di Caltagirone. Secondo la tradizione popolare locale, ogni anno durante la festa patronale del 25 luglio, i caltagironesi portano in processione queste reliquie attraverso le vie del centro storico. Un rito che si ripete da secoli e che, insieme alla scalinata illuminata, costituisce il momento più sentito del calendario religioso della città.
Si ascolta sul posto, con l’app
Ponte di San Francesco — Via Roma
35s
Il ponte di San Francesco attraversa via Roma collegando due quartieri storici di Caltagirone, costruito su un'arteria che ha collegato per secoli la stazione ferroviaria al cuore della città antica. Lungo questo stesso percorso si incontrano il Palazzo Sant'Elia e il Tondo Vecchio, edificio settecentesco. È uno degli assi viari che meglio racconta la stratificazione urbanistica di Caltagirone, una città costruita su più livelli collinari, dove ogni epoca ha aggiunto ponti, scalinate e collegamenti per tenere insieme un tessuto urbano naturalmente verticale.
Si ascolta sul posto, con l’app
Scalinata di Santa Maria del Monte — Punto panoramico
35s
A circa metà salita della scalinata, voltati e guarda indietro, si apre una delle viste più scenografiche del centro storico di Caltagirone, con i tetti barocchi e le cupole maiolicate, che si susseguono fino alle colline circostanti. Sali la scalinata di sera, quando l'illuminazione accende le mattonelle ceramiche di ogni gradino, e l'effetto cromatico cambia completamente rispetto al giorno. Nei mesi estivi, durante a Festa Rossignori di luglio, ogni gradino viene illuminato da migliaia di piccole luci colorate, uno degli spettacoli più suggestivi della Sicilia centrale.
Si ascolta sul posto, con l’app
Botteghe artigiane — Centro storico
42s
Le botteghe di ceramica nel centro storico di Caltagirone vendono ancora oggi pezzi realizzati interamente a mano, secondo tecniche tramandate da generazioni. Piatti, mattonelle, vasi, candelieri, i celebri teste di Moro, simbolo della Sicilia. Per riconoscere un pezzo artigianale autentico, cerca le piccole imperfezioni nella decorazione. Ogni linea dipinta a mano differisce leggermente dalle altre, a differenza dei pezzi industriali stampati in serie. Molte botteghe permettono di osservare i ceramisti al lavoro direttamente nei laboratori sul retro del negozio. Vale la pena chiedere, spesso accettano volentieri di mostrare il processo di lavorazione.
Si ascolta sul posto, con l’app
Balaustra di Via Roma
39s
Camminando lungo via Roma, accanto al giardino pubblico, una lunga balaustra in ceramica accompagna i passanti fino al teatrino e al museo della ceramica. Ogni elemento, vasi, decorazioni geometriche, motivi floreali, è realizzato a mano dagli artigiani locali. A Caltagirone la ceramica non è confinata ai musei, rivestono balconi, ringhiere, fontane, panchine pubbliche, perfino i lampioni stradali. È una delle poche città al mondo dove l'intero spazio urbano, non solo i monumenti ma l'arredo quotidiano, è un'esposizione permanente e diffusa di artigianato.
Si ascolta sul posto, con l’app
Villa Comunale — Giardino Pubblico
43s
La Villa Comunale di Caltagirone fu progettata nel 1850 dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile, lo stesso che decenni dopo avrebbe progettato il Teatro Massimo di Palermo, ispirandosi allo stile dei giardini all'inglese. Fu completata agli inizi del Novecento con l'ingresso meridionale in stile Liberty, opera dell'architetto Michele Fragapane. All'interno spicca un chiosco della musica in stile moresco, interamente rivestito di ceramiche locali, insieme a statue e fontane decorate dagli artigiani caltagironesi. È uno dei giardini storici più eleganti della Sicilia centrale, un parco ottocentesco che, come ogni altro spazio pubblico della città, non poteva fare a meno della ceramica.
Si ascolta sul posto, con l’app
Il racconto completo si ascolta sul posto, con l’appContenuti audio geolocalizzati su Voxter