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Caltagirone

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Percorsi

Luoghi che si raccontano

Tradizione ceramica — Arrivo arabo

50s

La produzione ceramica di Caltagirone esiste fin dall'epoca della Magna Grecia, ma fu la dominazione araba, tra il X e l'XI secolo, a trasformarla radicalmente. Gli arabi introdussero la tecnica dello smalto stannifero, una base bianca opaca su cui si dipingevano disegni in blu, giallo e verde, e i motivi geometrici e floreali tipici dell'arte orientale. Il nome stesso della città, secondo alcune ipotesi, deriverebbe dall'arabo Qalat al-Ghiran, il castello dei vasi. La successiva dominazione normanna, tra XII e XIII secolo, aggiunse motivi figurativi cristiani, fondendo la geometria islamica con la figurazione religiosa europea, la fusione, che definisce ancora oggi lo stile inconfondibile della ceramica caltagironese.

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Museo Regionale della Ceramica

41s

Il Museo regionale della ceramica fu istituito nel 1965, il secondo museo dedicato alla ceramica in Italia dopo quello di Feenza. Tra i pezzi più importanti conserva un cratere greco a figure rosse del V secolo a.C., raffigurante la bottega di un vasaio al lavoro sotto la protezione della dea Atena, rinvenuto in una fornace attiva proprio a Caltagirone in epoca greca. Prova diretta che la tradizione ceramica di questa città ha più di 2500 anni di storia documentata. Si accede al museo attraverso il Teatrino, un belvedere settecentesco a scalinate decorate, progettato dall'architetto siracusano natale Buonaiuto.

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Ricostruzione post-1693 — Corso Vittorio Emanuele

45s

Dopo il terremoto del 1693, Caltagirone fu ricostruita mantenendo l'impianto urbanistico tardo-rinascimentale preesistente. Una struttura a croce, la Crux Viarum, formata verticalmente dalla scala di Santa Maria del Monte e dal corso principale, e orizzontalmente dalle vie di San Giorgio e San Giacomo. Questa croce è raffigurata ancora oggi nello stemma araldico della città. La ricostruzione settecentesca diede a Caltagirone l'aspetto barocco che vedi oggi. Nel 2002 l'UNESCO ha inserito Caltagirone, insieme ad altre sette città del Val di Noto, nella lista del Patrimonio dell'Umanità per il valore eccezionale del barocco tardo-rinascimentale ricostruito dopo quel terremoto.

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Cattedrale di San Giuliano

41s

La cattedrale di San Giuliano è la chiesa madre della diocese di Caltagirone. Le sue origini sono normanne, ma l'edificio attuale è il risultato della ricostruzione seguita al devastante terremoto del Val di Noto dell'11 gennaio 1693, uno degli eventi sismici più catastrofici della storia siciliana, che distrusse oltre 45 centri abitati e causò circa 60.000 vittime in tutta la Sicilia sudorientale. All'interno del Museo della ceramica sono conservati alcuni stucchi di epoca normanna, provenienti proprio dalla chiesa originaria di San Giuliano, frammenti superstiti di quella prima costruzione medievale, sopravvissuti al sisma.

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Chiesa santa maria del monte

42s

In cima alla scalinata sorge la chiesa di Santa Maria del Monte, la chiesa madre storica di Caltagirone. Al suo interno è costodita la Madonna di Conadomini, un'icona bizantina considerata tra le più antiche immagini sacre della Sicilia centrale, venerata dalla popolazione caltagironese da secoli. La chiesa segna il punto più alto del centro storico antico, mentre ai suoi piedi, in basso, si sviluppava il nucleo civile della città moderna. La posizione non era casuale. Il potere religioso, in cima al colle, doveva essere fisicamente raggiunto attraverso uno sforzo, la lunga salita della scalinata, prima di accedere al luogo sacro.

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Infiorata

39s

Due volte l'anno, tra maggio e giugno, gli abitanti di Caltagirone trasformano i 142 gradini della scalinata in un tappeto di fiori e candele, l'infiorata e, a festa Rossignori, in luglio, con migliaia di coppi di carta colorata che illuminano ogni gradino al calar della sera. Sono tradizioni che si tramandano da generazioni. Intere famiglie collaborano per ore alla composizione dei disegni floreali, che rappresentano santi patroni e temi religiosi locali. Per una notte la scalinata barocca smette di essere un semplice collegamento urbano e diventa un'opera d'arte collettiva, costruita e poi disfatta nel giro di poche ore.

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Scalinata di Santa Maria del Monte — Gradini decorati

42s

Dal 1954 ogni singolo gradino della scalinata è decorato con mattonelle di ceramica policroma diverse l'una dall'altra realizzate dalla MAC, Maioliche Artigianali Caltagironesi. Il professore Antonino Ragona raccolse sistematicamente i motivi decorativi siciliani in uso dal X al XX secolo perché venissero riprodotti, gradino dopo gradino, in ordine cronologico. Salendo i 142 scalini stai letteralmente attraversando mille anni di storia della ceramica siciliana, dai motivi geometrici di origine araba fino ai disegni del Novecento, un gradino alla volta. Nessun'altra scalinata al mondo funziona come un museo cronologico sotto i piedi di chi cammina.

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Scalinata di Santa Maria del Monte — Base

41s

La scalinata di Santa Maria del Monte è il simbolo assoluto di Caltagirone. Fu costruita nel 1606 dalle maestranze gaginesche coordinate dal capomastro reggio Giuseppe Giacalone, per collegare la parte antica della città, dove sorgeva il centro religioso, alla città nuova in alto, sede del potere civile. Originariamente era una serie di rampe a sbalzi che interrompevano la pendenza. Nel 1844 l'architetto Salvatore Marino le unificò in un'unica scalinata rettilinea, riducendo la pedata dei gradini fino agli attuali 142. È lunga oltre 130 metri ed è fiancheggiata da edifici con balconi storici.

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