Il Tondo Vecchio fu costruito nella seconda metà del Settecento su progetto dell'architetto Francesco Battaglia, con una caratteristica forma a esedra semicircolare che richiama la cavea di un piccolo teatro antico. Non nacque come monumento isolato, ma come elemento decorativo di un nuovo tracciato viario, l'attuale Via Roma, all'epoca chiamata Via Carolina, voluto da re Ferdinando III nel 1776 per collegare il centro della città all'altopiano di Santa Maria di Gesù e dedicato alla regina Carolina d'Asburgo Lorena. Due brevi scalinate a Tenaglia, ai lati dell'area centrale, permettono ancora oggi di salire dal livello della strada al piano rialzato. Verso la fine dell'Ottocento, l'architetto Giovanni Battista Nicastro intervenne con alcune modifiche, senza alterarne la forma originaria. È uno dei rari esempi di arredo urbano scenografico settecentesco, arrivato pressoché intatto fino ai giorni nostri.
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Chiosco della Musica — Giardino Pubblico
57s
Al centro del giardino pubblico di Caltagirone sorge il Chiosco della Musica, una struttura in stile moresco realizzata intorno al 1950 in sostituzione di un originario palco in legno. È interamente rivestito di ceramiche policrome di produzione artigianale locale, con la cupola impreziosita da vele in vetro colorato. Sulla sommità è issata un'aquila coronata ad ali spiegate, anch'essa in maiolica, che reca sul petto lo scudo bianco crociato di rosso. Lo stemma araldico della città. Il giardino che lo ospita fu progettato a metà ottocento dall'architetto Giovanni Battista Filippo Basile, lo stesso che decenni dopo avrebbe firmato il Teatro Massimo di Palermo, su un terreno noto come Selva di San Francesco. È uno dei chioschi musicali meglio conservati della tradizione liberty siciliana. Persino la sua architettura, come ogni altro angolo della città, non poteva fare a meno della ceramica di Caltagirone.
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Casa Natale di Don Luigi Sturzo
47s
In questo palazzo del Centro Storico, oggi gestito dalla Fondazione Casa Natale Sturzo e tutelato dal FAI, nacque e crebbe Don Luigi Sturzo insieme ai fratelli Mario, futuro vescovo di Piazza Armerina, Nelina, Margherita e Remigia. Le stanze conservano ancora oggi gli oggetti della loro quotidianità, i libri di famiglia e la piccola cappella privata, dove Mario e Luigi erano soliti celebrare messa. E' custodita anche la valigia con il necessaire che accompagnò Don Luigi nei suoi viaggi di studio, nell'impegno politico e, a partire dal 1924, nel lungo esilio forzato lontano dall'Italia. Fu proprio in queste stanze che i fratelli Sturzo maturarono gli ideali che li avrebbero portati a incidere profondamente sulla storia italiana del Novecento.
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Monumento a Don Luigi Sturzo
54s
Don Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 e morì a Roma l'8 agosto 1959. Sacerdote e politico, fu il fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano, antifascista convinto, esiliato volontario a Londra, Parigi e New York dal 1924 al 1940 per sfuggire al regime di Mussolini. Tornò in Italia nel 1946 e nel 1952 fu nominato senatore a vita dal presidente Luigi Einaudi. La città di Caltagirone gli ha dedicato un monumento in bronzo, opera dello scultore Alessandro Romano, collocato in piazza Marconi davanti alla chiesa di San Francesco di Paola. La statua lo raffigura giovane, con sguardo fiero rivolto all'orizzonte, un omaggio al concittadino che cambiò la storia politica italiana del Novecento.
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Chiesa di San Giorgio del Rosario
30s
La chiesa di San Giorgio del Rosario, situata a lungo via Sturzo, ha cambiato funzione nel corso del tempo. Oggi è stata trasformata in auditorium, riutilizzata come spazio per eventi culturali e musicali. È un esempio di come molte chiese minori di Caltagirone, dopo la secolarizzazione e il calo delle vocazioni religiose, abbiano trovato una seconda vita come spazi pubblici per la comunità, mantenendo intatta l'architettura barocca originale, ma cambiando completamente la funzione per cui erano nate.
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Palazzo Crescimanno d'Albafiorita
34s
Il Palazzo Crescimanno d'Alba Fiorita, situato nei pressi di Piazza Umberto I, conserva soffitti interamente dipinti nel XIX secolo, testimonianza del gusto decorativo dell'aristocrazia calatina ottocentesca. È uno dei numerosi palazzi nobiliari che punteggiano il centro storico di Caltagirone, spesso meno visitati dei grandi monumenti religiosi, ma ugualmente rappresentativi della ricchezza accumulata dalle famiglie aristocratiche locali, grazie al commercio e alla produzione ceramica, principale industria della città fin dal Medioevo.
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Chiesa di San Bonaventura
38s
La chiesa di San Bonaventura fu annessa a un convento francescano, soppresso nel XIX secolo durante le leggi eversive postunitarie, che chiusero numerosi ordini religiosi in tutta Italia. L'interno conserva soffitti decorati con affreschi illusionistici settecenteschi, finte architetture dipinte che creano l'effetto ottico di spazi e volumi che in realtà non esistono, una tecnica molto in voga nel barocco siciliano del Settecento. Via Bonaventura, che conduce alla chiesa, è fiancheggiata da numerosi palazzi nobiliari minori del centro storico, meno noti ma altrettanto rappresentativi dello stile architettonico calatino.
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Chiesa del Santissimo Salvatore
40s
La chiesa del Santissimo Salvatore, un tempo appartenuta alla comunità basiliana, fu ricostruita nella seconda metà del Settecento in stile barocco siciliano, con pianta ottagonale riccamente decorata di stucchi. Custodisce una statua marmorea della Vergine di Monserrato attribuita ad Antonello Gaggini, datata 1526, e una madonna dello stesso scultore. Al suo interno si trova anche il mausoleo di Don Luigi Sturzo, realizzato negli anni Cinquanta del Novecento per onorare il sacerdote Calatino, che nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, la radice storica della futura democrazia cristiana.
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Chiesa di San Giuseppe
42s
La chiesa di San Giuseppe, un tempo appartenuta ai francescani, fu progettata nel 700 e si distingue per una caratteristica rarissima nell'architettura religiosa siciliana. Una pianta poligonale a dieci lati, affiancata da due piccoli campanili laterali. Si trova ai piedi della scalinata di Santa Maria del Monte, vicino al Palazzo Reburdone, oggi sede del Museo della ceramica contemporanea. Le chiese di Caltagirone, ricostruite quasi tutte nello stesso periodo dopo il terremoto del 1693, gareggiavano spesso in originalità architettonica. La pianta decagonale di San Giuseppe è una delle soluzioni più insolite di questa competizione barocca.
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Palazzo Libertini di San Marco
41s
Palazzo Libertini di San Marco fu l'antica sede episcopale di Caltagirone, con un elegante scalone interno e un portale del XVII secolo. Oggi ospita temporaneamente parte delle collezioni del Museo della ceramica, in attesa che il trasferimento al convento di Sant'Agostino sia completato. Il palazzo conserva ancora oggi l'esposizione temporanea Divo Jacobo Maiori Apostolo di Catum, dedicata proprio a San Giacomo, patrono della città. È un esempio di come l'aristocrazia ecclesiastica calatina abbia costruito, nei secoli, una residenza degna del proprio rango, oggi riconvertita a spazio culturale pubblico.
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