Siete davanti alla cattedrale più importante di Caltagirone, dedicata a San Giuliano, martire del Tresecolo. Le sue origini risalgono al periodo normanno, intorno all'Ulfmo secolo, quando i conquistatori cristiani trasformarono radicalmente il volto della città. Distrutta dal devastante terremoto del 1693, fu completamente ricostruita in stile barocco siciliano, lo stesso che ridisegnò tutta la Val di Noto. Al suo interno custodisce opere d'arte preziose accumulate nei secoli, testimonianza silenziosa di una città che sapeva sempre rinascere dalle macerie, più bella di prima.
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Chiesa di San Francesco d'Assisi
36s
Siete davanti a una delle chiese più antiche di Caltagirone, fondata dai frati francescani nel tretisto secolo. Ma c'è qualcosa che pochi sanno. Durante il devastante terremoto del 1693, che rase al suolo buona parte della Sicilia orientale, questa chiesa fu completamente ricostruita nello stile barocco siciliano, che ancora oggi ammiriamo. Guardate la facciata. Ogni dettaglio racconta la rinascita di un'intera città. Dentro si conservano opere d'arte preziose, testimoni silenziosi di secoli di devozione popolare. Caltagirone risorse più bella di prima, e questa chiesa ne è uno dei simboli più eloquenti.
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Chiesa di San Giacomo
35s
Siete davanti a una delle chiese più antiche di Caltagirone, eretta in onore di San Giacomo Apostolo già nel periodo normanno. Quello che pochi sanno è che per secoli ospitò una delle confraternite più influenti della città, che organizzava processioni così solenni da attirare pellegrini da tutta la Sicilia. Osservate la facciata. Nonostante i rifacimenti barocchi, conserva tracce di un passato medievale che affiora tra le pietre. Ogni dettaglio architettonico racconta stratificazioni di devozione, potere e arte che hanno plasmato l'identità di questa straordinaria città della ceramica.
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Tindaro di Igor Mitoraj
35s
Il monumentale tindaro di Igor Mithoraj, un'opera in bronzo alta oltre due metri, domina la sommità della scala di Santa Maria del Monte. Il tindaro è arrivato a Caltagirone dopo un prestito gratuito di un anno concesso dall'Atelier Mithoraj. L'opera rappresenta un volto frammentato, tipico dello stile di Mithoraj, ed è stata esposta precedentemente all'interno dell'Orecchio di Dionisio a Siracusa. Per omaggiare la tradizione ceramica di Caltagirone, l'Atelier Mithoraj ha previsto anche l'allestimento di una mostra di opere inedite in terracotta dell'artista, all'interno del Museo dell'Excarcere Borbonico.
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Tondo Vecchio
1:00
Il Tondo Vecchio fu costruito nella seconda metà del Settecento su progetto dell'architetto Francesco Battaglia, con una caratteristica forma a esedra semicircolare che richiama la cavea di un piccolo teatro antico. Non nacque come monumento isolato, ma come elemento decorativo di un nuovo tracciato viario, l'attuale Via Roma, all'epoca chiamata Via Carolina, voluto da re Ferdinando III nel 1776 per collegare il centro della città all'altopiano di Santa Maria di Gesù e dedicato alla regina Carolina d'Asburgo Lorena. Due brevi scalinate a Tenaglia, ai lati dell'area centrale, permettono ancora oggi di salire dal livello della strada al piano rialzato. Verso la fine dell'Ottocento, l'architetto Giovanni Battista Nicastro intervenne con alcune modifiche, senza alterarne la forma originaria. È uno dei rari esempi di arredo urbano scenografico settecentesco, arrivato pressoché intatto fino ai giorni nostri.
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Chiosco della Musica — Giardino Pubblico
57s
Al centro del giardino pubblico di Caltagirone sorge il Chiosco della Musica, una struttura in stile moresco realizzata intorno al 1950 in sostituzione di un originario palco in legno. È interamente rivestito di ceramiche policrome di produzione artigianale locale, con la cupola impreziosita da vele in vetro colorato. Sulla sommità è issata un'aquila coronata ad ali spiegate, anch'essa in maiolica, che reca sul petto lo scudo bianco crociato di rosso. Lo stemma araldico della città. Il giardino che lo ospita fu progettato a metà ottocento dall'architetto Giovanni Battista Filippo Basile, lo stesso che decenni dopo avrebbe firmato il Teatro Massimo di Palermo, su un terreno noto come Selva di San Francesco. È uno dei chioschi musicali meglio conservati della tradizione liberty siciliana. Persino la sua architettura, come ogni altro angolo della città, non poteva fare a meno della ceramica di Caltagirone.
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Casa Natale di Don Luigi Sturzo
47s
In questo palazzo del Centro Storico, oggi gestito dalla Fondazione Casa Natale Sturzo e tutelato dal FAI, nacque e crebbe Don Luigi Sturzo insieme ai fratelli Mario, futuro vescovo di Piazza Armerina, Nelina, Margherita e Remigia. Le stanze conservano ancora oggi gli oggetti della loro quotidianità, i libri di famiglia e la piccola cappella privata, dove Mario e Luigi erano soliti celebrare messa. E' custodita anche la valigia con il necessaire che accompagnò Don Luigi nei suoi viaggi di studio, nell'impegno politico e, a partire dal 1924, nel lungo esilio forzato lontano dall'Italia. Fu proprio in queste stanze che i fratelli Sturzo maturarono gli ideali che li avrebbero portati a incidere profondamente sulla storia italiana del Novecento.
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Monumento a Don Luigi Sturzo
54s
Don Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 e morì a Roma l'8 agosto 1959. Sacerdote e politico, fu il fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano, antifascista convinto, esiliato volontario a Londra, Parigi e New York dal 1924 al 1940 per sfuggire al regime di Mussolini. Tornò in Italia nel 1946 e nel 1952 fu nominato senatore a vita dal presidente Luigi Einaudi. La città di Caltagirone gli ha dedicato un monumento in bronzo, opera dello scultore Alessandro Romano, collocato in piazza Marconi davanti alla chiesa di San Francesco di Paola. La statua lo raffigura giovane, con sguardo fiero rivolto all'orizzonte, un omaggio al concittadino che cambiò la storia politica italiana del Novecento.
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Chiesa di San Giorgio del Rosario
30s
La chiesa di San Giorgio del Rosario, situata a lungo via Sturzo, ha cambiato funzione nel corso del tempo. Oggi è stata trasformata in auditorium, riutilizzata come spazio per eventi culturali e musicali. È un esempio di come molte chiese minori di Caltagirone, dopo la secolarizzazione e il calo delle vocazioni religiose, abbiano trovato una seconda vita come spazi pubblici per la comunità, mantenendo intatta l'architettura barocca originale, ma cambiando completamente la funzione per cui erano nate.
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Palazzo Crescimanno d'Albafiorita
34s
Il Palazzo Crescimanno d'Alba Fiorita, situato nei pressi di Piazza Umberto I, conserva soffitti interamente dipinti nel XIX secolo, testimonianza del gusto decorativo dell'aristocrazia calatina ottocentesca. È uno dei numerosi palazzi nobiliari che punteggiano il centro storico di Caltagirone, spesso meno visitati dei grandi monumenti religiosi, ma ugualmente rappresentativi della ricchezza accumulata dalle famiglie aristocratiche locali, grazie al commercio e alla produzione ceramica, principale industria della città fin dal Medioevo.
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