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Caltagirone

Cammina e lascia che siano i luoghi a parlarti. Nessun cartello da inquadrare.

Percorsi

Luoghi che si raccontano

Villa Vittorio Emanuele

1:07

Siamo nel giardino pubblico di Caltagirone, uno dei più vasti di tutta la Sicilia. Lo trova alle spalle del Museo della Ceramica, all'estremità sud del centro storico. I lavori partirono nel 1846, sull'area che chiamavano la "Silva di San Francesco". Il disegno è di Filippo Basile, che si ispirò ai parchi inglesi. Guardi la cancellata liberty dell'ingresso: canne palustri, pesci, uccelli acquatici e rettili. Lungo i viali, vasi in terracotta della bottega Bongiovanni Vaccaro e maioliche di Giuseppe Di Bartolo. Nel piazzale centrale spicca il palco musicale in stile moresco, rivestito di maiolica policroma. Più in basso si conserva una vasca della Fontana della Flora, del Cinquecento. L'ex biblioteca comunale, opera liberty di Ernesto Basile, oggi ospita il Museo internazionale del Presepe. E l'ex caserma dei Carabinieri, cinta da una balaustra in ceramica del Novecento, è diventata Museo della Fotografia.

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Villa Patti

1:05

Eccoci in via Santa Maria di Gesù 43: davanti a lei c'è Villa Patti. Tutto comincia nel Seicento, quando attorno al convento medievale di Santa Maria di Gesù iniziano a sorgere le dimore dei nobili. Un comprensorio di villeggiatura lungo circa tre chilometri, cresciuto tra il XVII e il XX secolo. Nell'Ottocento il sito apparteneva alla famiglia aristocratica Patti. L'aspetto che vede oggi si deve all'architetto calatino Gian Battista Nicastro. Guardi le finestre archiacute e i merli: Gotico veneziano, in piena Sicilia. Intorno all'edificio corre una corona di sedili ottocenteschi, usciti dallo Stabilimento Vella. Nel parco sopravvivono piante mediterranee ed esotiche, alcune di origine settecentesca. Un restauro del 2015, con fondi europei, ha riportato alla luce i percorsi storici del giardino. Oggi la villa è comunale e custodisce il Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane.

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Chiesa Santa Maria di Gesù

1:19

Eccoci davanti a Santa Maria di Gesù, chiesa parrocchiale cattolica di Caltagirone. Attenzione: non confondetela con l'ex chiesa del Gesù, quella dei gesuiti, che sta in un'altra zona della città. Tutto comincia all'inizio del Cinquecento, per volontà del francescano beato Matteo d'Agrigento. Accanto, l'ex monastero conserva un cortile con affreschi. Poi arrivò il terremoto del 1693: danni gravi, e la ricostruzione portò un campanile nuovo. Alzate lo sguardo: la sua cupola brilla di maioliche colorate. A fine Ottocento chiesa e monastero furono soppressi, ma nel 1939 i monaci tornarono. Dentro, Bernardino Bongiovanni affrescò una galleria di santi francescani. Un altare laterale custodisce la Madonna della Catena scolpita da Antonello Gagini nel 1538. Sull'altare maggiore, la pala del 1847 di Francesco Vaccaro mostra San Francesco che consegna la regola a Santa Chiara. C'è anche una Natività di Antonio Balistreri. E qui riposano vari sacerdoti francescani considerati venerabili.

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Diocesi di Caltagirone

1:14

Fermati un attimo: davanti a te c'è la Cattedrale di San Giuliano, sede della diocesi di Caltagirone. Ma attenzione: prima del 1816 queste anime dipendevano da Siracusa. Il terremoto del 1693 fu una ferita profonda: circa 800 morti su 12.339 abitanti. Metà degli edifici della città era irrecuperabile. San Giuliano e San Giacomo, la chiesa del patrono, finirono in rovina. Carmelitani, Domenicani, Fate bene fratelli e Crociferi perdettero chiese e residenze. Poi la svolta: re Ferdinando chiese per due volte a Pio VII di spezzare la vastissima diocesi siracusana. Il 12 settembre 1816 la bolla Romanus Pontifex fece nascere la diocesi. San Giuliano, collegiata dal 1631, fu prima declassata a parrocchia e poi promossa a cattedrale. Primo vescovo, Gaetano Trigona e Parisi. E nel 2010, qui dentro, Calogero Peri fu il primo vescovo consacrato in questa cattedrale.

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Chiesa di Santo Stefano

59s

Alzi lo sguardo: quel tiburio a torre domina tutto il panorama urbano, e pensi che la chiesa sia grande. Non lo è affatto. Siamo nel 1761: qui si costruisce la chiesa insieme a un monastero di suore francescane, proprio dove ne esisteva già una più antica. Il disegno è attribuito all'architetto Francesco Battaglia. I lavori si trascinarono per una ventina d'anni, e la facciata rimase senza finitura. Dentro, lo spazio è centrale: un ottagono irregolare, con cappelle sui lati e il coro sopra l'ingresso. Un'aria di famiglia con la vicina chiesa del Santissimo Salvatore. E sotto la copertura correva una loggia di finestre: da lì le suore osservavano la città. Poi il 1866: con le leggi eversive, chiesa e monastero finirono al comune.

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Chiesa del Carmine

1:34

Il convento dei Carmelitani a Caltagirone risale alla prima metà del XIV secolo — è citato negli Atti Capitolari più antichi dell'Ordine superstiti del 1452, dove risulta già come 12° convento carmelitano in Sicilia. I frati dedicarono la chiesa a Maria SS. Annunziata del Monte, per distinguerla da un'altra chiesa intitolata all'Annunziata che apparteneva originariamente alle Monache Benedettine. Dopo il terremoto del 1693 chiesa e convento furono restaurati — il 29 aprile 1703 ospitarono i Padri Capitolari dell'Ordine, poi ancora nel 1725 e nel 1838, quando fu destinato a sede di Studi di Filosofia e Arti. Fino al 1725 appartenne alla Provincia di Sant'Alberto, poi passò alla Congregazione della Scala del Paradiso. Con la legge di soppressione degli ordini religiosi del 7 luglio 1866, i Carmelitani furono espulsi dal convento. Ricostruito dopo i bombardamenti del 1943, l'ex convento fu adibito a scuola elementare. La devozione alla Madonna del Carmine è ancora oggi molto sentita dai calatini, che ne celebrano la festa con grande solennità ogni 16 luglio.

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Cattedrale di San Giuliano

33s

Siete davanti alla cattedrale più importante di Caltagirone, dedicata a San Giuliano, martire del Tresecolo. Le sue origini risalgono al periodo normanno, intorno all'Ulfmo secolo, quando i conquistatori cristiani trasformarono radicalmente il volto della città. Distrutta dal devastante terremoto del 1693, fu completamente ricostruita in stile barocco siciliano, lo stesso che ridisegnò tutta la Val di Noto. Al suo interno custodisce opere d'arte preziose accumulate nei secoli, testimonianza silenziosa di una città che sapeva sempre rinascere dalle macerie, più bella di prima.

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Chiesa di San Francesco d'Assisi

36s

Siete davanti a una delle chiese più antiche di Caltagirone, fondata dai frati francescani nel tretisto secolo. Ma c'è qualcosa che pochi sanno. Durante il devastante terremoto del 1693, che rase al suolo buona parte della Sicilia orientale, questa chiesa fu completamente ricostruita nello stile barocco siciliano, che ancora oggi ammiriamo. Guardate la facciata. Ogni dettaglio racconta la rinascita di un'intera città. Dentro si conservano opere d'arte preziose, testimoni silenziosi di secoli di devozione popolare. Caltagirone risorse più bella di prima, e questa chiesa ne è uno dei simboli più eloquenti.

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Chiesa di San Giacomo

35s

Siete davanti a una delle chiese più antiche di Caltagirone, eretta in onore di San Giacomo Apostolo già nel periodo normanno. Quello che pochi sanno è che per secoli ospitò una delle confraternite più influenti della città, che organizzava processioni così solenni da attirare pellegrini da tutta la Sicilia. Osservate la facciata. Nonostante i rifacimenti barocchi, conserva tracce di un passato medievale che affiora tra le pietre. Ogni dettaglio architettonico racconta stratificazioni di devozione, potere e arte che hanno plasmato l'identità di questa straordinaria città della ceramica.

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Tindaro di Igor Mitoraj

35s

Il monumentale tindaro di Igor Mithoraj, un'opera in bronzo alta oltre due metri, domina la sommità della scala di Santa Maria del Monte. Il tindaro è arrivato a Caltagirone dopo un prestito gratuito di un anno concesso dall'Atelier Mithoraj. L'opera rappresenta un volto frammentato, tipico dello stile di Mithoraj, ed è stata esposta precedentemente all'interno dell'Orecchio di Dionisio a Siracusa. Per omaggiare la tradizione ceramica di Caltagirone, l'Atelier Mithoraj ha previsto anche l'allestimento di una mostra di opere inedite in terracotta dell'artista, all'interno del Museo dell'Excarcere Borbonico.

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