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Noto

Just walk, and let the places speak. Nothing to scan.

Routes

Places that speak

Il "chilometro d'oro" - Corso Vittorio Emanuele

42s

Il Corso Vittorio Emanuele di Noto è lungo meno di 800 metri. In questo tratto sono concentrati tre grandi chiese, quattro palazzi nobiliari, due conventi, tre piazze e un arco di trionfo. Tutto costruito nello stesso stile dagli stessi tre architetti, Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra e Paolo Labisi, nello stesso arco di tempo tra il 1700 e il 1780. Non esiste al mondo un altro asse urbano con questa densità di architettura barocca omogenea. La pietra è sempre la stessa, calcare locale, tenero e lavorabile, che con gli anni assume la colorazione dorata che al tramonto trasforma il Corso in qualcosa di irreale.

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Riserva Naturale di Vendicari

40s

A meno di 20 chilometri da Noto si trova la riserva naturale di Vendicari, una delle più importanti zone umide del Mediterraneo centrale. I suoi 1500 ettari di dune, stagni d'acqua salmastra, macchia mediterranea e spiagge incontaminate ospitano durante le migrazioni autunnali e primaverili fenicotteri rosa, spatole, aironi cenerini, cicogne e oltre 200 specie di uccelli. Le spiagge all'interno della riserva, Calamosche, Marianelli, Vendicari, sono tra le più belle della Sicilia e l'accesso è gratuito a piedi. L'ingresso principale è gratuito, le auto si lasciano al parcheggio esterno.

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Palazzo Trigona

38s

I palazzi nobiliari di noto furono costruiti tutti nello stesso periodo, tra il primo e il secondo settecento, da famiglie che avevano perso tutto nel terremoto del 1693 e vollero affermare la propria ricchezza nella città nuova con una competizione architettonica senza precedenti. Ogni famiglia nobiliare ingaggiava il miglior architetto disponibile e cercava di superare il palazzo del vicino in ricchezza decorativa. I balconi, le mensole scolpite, le facciate elaborate. Tutto nacque da questa gara tra aristocratici. Il risultato è che Noto non ha un monumento più bello degli altri, è l'intera città che ha un monumento unico.

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Fontana d'Ercole

39s

La fontana d'Ercole in piazza 16 Maggio fu realizzata nel 1757 dallo scultore Giuseppe Orlando. La statua di Ercole al vertice proviene da noto antica. Fu recuperata dalle macerie dopo il terremoto del 1693 e portata nella città nuova. È uno dei pochi oggetti materiali che collega la noto moderna alla città distrutta. La piazza si apre davanti alla chiesa di San Domenico ed è uno dei tre grandi spazi pubblici del corso. Il luogo più fresco del centro storico nelle serate estive, quando i bar portano i tavolini fuori e la fontana illuminata diventa il centro della vita notturna.

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Noto Antica — Monte Alveira

44s

A otto chilometri da questa città esiste un'altra noto, abbandonata da oltre tre secoli. Noto antica sorge sulle pendici del Monte Alveira ed è visitabile ancora oggi. Fu abitata ininterrottamente dall'epoca preistorica fino all'11 gennaio 1693. Dopo il terremoto fu abbandonata definitivamente, non fu ricostruita, non fu abitata. Si decise di lasciarla lì e ricominciare altrove. Oggi è un sito archeologico con i resti delle mura medievali, del castello reale, di chiese e conventi. È uno dei pochi esempi al mondo di città medievale abbandonata volontariamente e mai più rioccupata. Il silenzio lassù è totale.

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Chiesa di Montevergine

36s

La chiesa di Montevergine chiude prospetticamente via Nicolaci come un sipario teatrale. Fu progettata esattamente così, come fondale visivo della via. Ha facciata concava, che si incurva verso l'interno, creando un effetto ottico che la fa apparire più lontana di quanto sia. Il rapporto tra la convestità del palazzo Nicolaci e la concavità della chiesa di Montevergine, entrambi sulla stessa via, crea uno degli effetti barocchi più ricercati dell'intera architettura siciliana. Non è una coincidenza. È una composizione urbana deliberata, progettata per essere percepita camminando lungo la via.

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Chiesa di San Domenico

39s

La chiesa di San Domenico è uno dei capolavori assoluti di Rosario Gagliardi, il più prolifico architetto della Nuova Noto. Costruita nella prima metà del Settecento, la sua facciata è interamente convessa. Si gonfia verso la piazza come un fondale teatrale tridimensionale. Le due torri laterali che avrebbero dovuto completarla non furono mai costruite. Gagliardi lavorò contemporaneamente su decine di edifici a Noto, Ragusa e Modica. Era il grande coordinatore del Barocco del Val di Noto. Morì senza lasciare scritti teorici. Conosciamo la sua opera solo attraverso gli edifici che ha costruito.

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Infiorata - Via Corrado Nicolaci

39s

L'infiorata di Noto si svolge ogni anno la terza domenica di maggio, una tradizione che trasforma Via Nicolaci in una galleria d'arte effimera. Sedici grandi composizioni vengono realizzate interamente con petali di fiori freschi sul selciato della strada su un tema diverso ogni anno. L'infiorata di Noto non è la più antica d'Italia. Quella di Genzano risale al 1778, ma è considerata la più artistica e complessa. I petali vengono raccolti e separati per colore nei giorni precedenti. L'opera dura cinque giorni, poi viene smontata. È un'arte che esiste solo per essere vista e poi dimenticata.

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Chiesa di Santa Chiara

40s

La chiesa di Santa Chiara fu progettata da Rosario Gagliardi, il principale architetto della Nuova Noto, e costruita nella prima metà del Settecento. Ha pianta ellittica, forma rara nel barocco siciliano. Conserva una madonna con bambino attribuita ad Antonello Gaggini, del XVI secolo, salvata dall'antica Noto e portata nella città nuova dopo il terremoto. Oggi dalla terrazza della chiesa si gode la vista più famosa di Noto, la cupola della cattedrale a pochi metri, i tetti barocchi e, nella direzione opposta, la valle dell'Asinaro coperta di agrumi. È una delle poche terrazze panoramiche del centro storico accessibili al pubblico.

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Scalinata della Cattedrale

35s

La scalinata della cattedrale di Noto a Tre Rampe fu finanziata nel Settecento dal Marchese del Castelluccio per creare un effetto scenografico. La chiesa si eleva sopra la piazza e il corso diventa un fondale teatrale. Si editi sui gradini al tramonto, quando la pietra calcare avvira dall'ocra al miele intenso. È il momento in cui Noto smette di sembrare una città e diventa qualcosa d'altro, una scenografia che non ha bisogno di attori. Il corso è completamente pedonale, è lungo meno di 800 metri e contiene più architettura barocca di qualsiasi altra strada d'Italia.

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