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Napoli

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Percorsi

Luoghi che si raccontano

Pizzeria Da Michele — Via Cesare Sersale 1

57s

La pizzeria da Michele è aperta dal 1870, produce pizza da oltre 150 anni nello stesso locale nel centro storico di Napoli. Serve solo due varianti, margherita e marinara, nessuna altra. Non accetta prenotazioni. La coda all'esterno può superare l'ora nelle serate estive. La pizza napoletana fu riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO nel 2017. L'unico piatto al mondo ad aver ottenuto questo riconoscimento specifico. Il disciplinare dell'Associazione Verace Pizza Napoletana stabilisce regole precise. Farina tipo 000, pomodoro San Marzano DOP, fior di latte o mozzarella di bufala. Cottura nel forno a legna a 485 gradi per 60-90 secondi. Da Michele è considerata da molti pizzaioli il punto di riferimento assoluto per la pizza napoletana tradizionale.

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San Gregorio Armeno — Via San Gregorio Armeno

51s

Via San Gregorio Armeno è la famosa via dei presepi, dove le botteghe artigiane producono statuine di qualsiasi personaggio celebre possa venire in mente. La tradizione presepistica napoletana risale al XIII secolo, ma è nel Settecento, sotto i Borbone, che diventa una vera industria artigianale e un'arte riconosciuta in tutta Europa. Le botteghe di San Gregorio Armeno sono aperte tutto l'anno, non solo a Natale. Accanto alle figure religiose tradizionali si trovano statuine di personaggi contemporanei, politici, calciatori, cantanti, realizzate con una rapidità impressionante dopo ogni evento di attualità. È uno degli esempi più vivaci di artigianato, che risponde in tempo reale alla storia del presente. La via si percorre meno di 200 metri, ma ci vogliono un'ora almeno per guardare tutto.

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Napoli Sotterranea — Piazza San Gaetano

52s

Sotto le strade del centro storico di Napoli si trovano i cunicoli di Napoli sotterranea, le antiche catacombe di San Gennaro risalenti al II secolo d.C. La rete sotterranea è molto più antica. I greci scavarono le prime gallerie nel tufo per estrarne il materiale da costruzione. Le stesse cave, poi trasformate dai romani in cisterne dell'acquedotto. Nel corso dei secoli i cunicoli furono ampliati, collegati, usati come cimitero paleocristiano, deposito di munizioni dai Borbone, rifugio antiaereo durante i bombardamenti del 1943. Oggi ci sono oltre 400 chilometri di gallerie sotto Napoli. Solo una piccola parte è visitabile. In alcuni punti le gallerie passano letteralmente sotto le fondamenta delle chiese e dei palazzi del centro storico, a pochi metri dal traffico in superficie.

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Pio Monte della Misericordi

54s

Il Pio Monte della Misericordia fu fondato nel 1601 da sette nobili napoletani con l'obiettivo di compiere opere di carità verso i poveri della città. Per decorare la piccola chiesa della confraternita fu commissionata nel 1607 una tela a caravaggio che da pochi mesi era fuggito da Roma dopo aver ucciso un uomo in una rissa. La tela Le Sette Opere di Misericordia fu consegnata nel 1607 ed è considerata il capolavoro del periodo napoletano del pittore. È tra le più importanti pitture del Seicento Italiano. Caravaggio vi condensò tutte e sette le opere di misericordia corporale in un'unica scena notturna, con figure reali e crude invece di santi idealizzati. L'opera non fu mai spostata. È ancora sull'altare per cui fu dipinta, nel luogo esatto in cui Caravaggio la consegnò nel 1607.

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Spaccanapoli — Via Benedetto Croce

52s

Spaccanapoli si chiama così perché divide il nord e il sud del centro storico. Il suo tracciato si presenta costituito da sette strade Via Pasquale Scura, Via Maddaloni, Via Benedetto Croce, Via San Biagio dei Librai, Via Vicaria Vecchia, Via Forcella e Via Giudecca Vecchia. Vista dall'alto, dalla collina del vomero o da una qualsiasi delle finestre dei palazzi circostanti, la strada appare come un taglio netto nel tessuto compatto dei palazzi, esattamente come il nome suggerisce. È larga in media 7 metri. Per secoli è stata la via principale del commercio, della cultura e della vita quotidiana di Napoli. Gli incontri tra Giambattista Vico, i circoli intellettuali settecenteschi, i venditori ambulanti e i carrettieri si svolgevano tutti su questo asse. Oggi è la strada più animata del centro storico.

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Duomo di Napoli

56s

Il Duomo fu costruito per volontà di Carlo II d'Anjou nel XIII secolo, edificato sui resti di due antiche basiliche paleocristiane, i cui frammenti sono ancora visibili all'interno del complesso. Lo stile architettonico è una combinazione di gotico, barocco e neogotico, frutto delle numerose ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli. La Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzata nel 600, custodisce le ampolle contenenti il sangue del patrono della città. Tre volte l'anno, il sabato che precede la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, il sangue solidificato di San Gennaro si scioglie davanti alla folla radunata in cattedrale. Se la liquefazione non avviene o tarda, i napoletani lo interpretano come un presagio nefasto. L'ultimo mancato miracolo documentato prima di gravi eventi risale al 1944.

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Cappella Sansevero

55s

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, scolpito nel 1753, è uno dei capolavori scultori più emozionanti al mondo. Un unico blocco di marmo rappresenta il corpo senza vita di Gesù su cui sembra adagiato un sudario trasparente. L'effetto del velo è così realistico che per secoli si è diffusa la leggenda che il principe Raimondo di Sangro, committente dell'opera, avesse calcificato un vero velo tramite alchimia. Nelle macchine anatomiche conservate nel sottopiano si trovano due modelli del Settecento che riproducono l'intero sistema circolatorio umano, con vasi sanguigni, nervi e organi intatti, la cui tecnica di realizzazione è ancora oggi sconosciuta. La cappella custodisce anche la pudicizia di Antonio Corradini e il disinganno di Francesco Queirolo, tutte opere di straordinaria abilità tecnica nel rendere il marmo trasparente come un tessuto.

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Castel Nuovo — Maschio Angioino — Piazza Municipio

50s

Il Castel Nuovo fu costruito a partire dal 1279 per volere di Carlo I Dangiò come nuova residenza reale, diventando presto il centro del potere monarchico e ospitando sovrani, artisti, filosofi e papi nel corso dei secoli. All'interno si trova la Sala dei Baroni, teatro di eventi politici e culturali, nonché il luogo dove Celestino V abdiccò al papato, aprendo la strada all'elezione di Bonifacio VIII. Durante la dominazione aragonese fu aggiunto il mirabile Arco di Trionfo e la superba decorazione della Sala del Trono. L'Arco di Trionfo tra le due torri, realizzato tra il 1453 e il 1468 per Alfonso V d'Aragona, è uno dei capolavori del Rinascimento meridionale. Oggi il castello ospita il Museo Civico di Napoli.

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Castel dell'Ovo — Borgo Marinari

46s

Il Castel dell'Ovo è il castello più antico di Napoli, situato sull'isolotto di Megaride. Nel 476 Romolo Augusto, l'ultimo degli imperatori romani d'Occidente, venne deposto e imprigionato da Odoacre proprio qui, in quello che non era altro che la villa romana di Lucullo fortificata. Il nome deriva da una leggenda medievale. Si racconta che Virgilio avrebbe nascosto un uovo magico all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Finché l'uovo fosse rimasto intatto, il castello e la città non sarebbero caduti. Al tempo della regina Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo di un arco e per evitare che si diffondesse il panico, la regina dovette giurare pubblicamente di aver sostituito l'uovo.

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Centro Storico — Decumani

51s

Il centro storico di Napoli è il più vasto d'Italia e uno dei più vasti d'Europa con i suoi 17 chilometri quadrati. È patrimonio dell'Umanità Unesco dal 1995 per i suoi eccezionali monumenti. La sua struttura urbanistica è quella della greca Neapolis, fondata nel V secolo a.C. Due assi principali est-ovest, i decumani, che tagliano la città esattamente come 2500 anni fa. I più importanti siti di interesse culturale gravitano intorno ai due decumani maggiori che seguono l'impianto urbano dell'antica città romana. Spaccanapoli e Via dei Tribunali. Camminare lungo Spaccanapoli significa percorrere un asse stradale che esiste senza interruzione dall'epoca greca. La strada più lunga del mondo occidentale con una continuità urbana di oltre 2000 anni.

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