La chiesa di San Bonaventura fu annessa a un convento francescano, soppresso nel XIX secolo durante le leggi eversive postunitarie, che chiusero numerosi ordini religiosi in tutta Italia. L'interno conserva soffitti decorati con affreschi illusionistici settecenteschi, finte architetture dipinte che creano l'effetto ottico di spazi e volumi che in realtà non esistono, una tecnica molto in voga nel barocco siciliano del Settecento. Via Bonaventura, che conduce alla chiesa, è fiancheggiata da numerosi palazzi nobiliari minori del centro storico, meno noti ma altrettanto rappresentativi dello stile architettonico calatino.
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Chiesa del Santissimo Salvatore
40s
La chiesa del Santissimo Salvatore, un tempo appartenuta alla comunità basiliana, fu ricostruita nella seconda metà del Settecento in stile barocco siciliano, con pianta ottagonale riccamente decorata di stucchi. Custodisce una statua marmorea della Vergine di Monserrato attribuita ad Antonello Gaggini, datata 1526, e una madonna dello stesso scultore. Al suo interno si trova anche il mausoleo di Don Luigi Sturzo, realizzato negli anni Cinquanta del Novecento per onorare il sacerdote Calatino, che nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, la radice storica della futura democrazia cristiana.
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Chiesa di San Giuseppe
42s
La chiesa di San Giuseppe, un tempo appartenuta ai francescani, fu progettata nel 700 e si distingue per una caratteristica rarissima nell'architettura religiosa siciliana. Una pianta poligonale a dieci lati, affiancata da due piccoli campanili laterali. Si trova ai piedi della scalinata di Santa Maria del Monte, vicino al Palazzo Reburdone, oggi sede del Museo della ceramica contemporanea. Le chiese di Caltagirone, ricostruite quasi tutte nello stesso periodo dopo il terremoto del 1693, gareggiavano spesso in originalità architettonica. La pianta decagonale di San Giuseppe è una delle soluzioni più insolite di questa competizione barocca.
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Palazzo Libertini di San Marco
41s
Palazzo Libertini di San Marco fu l'antica sede episcopale di Caltagirone, con un elegante scalone interno e un portale del XVII secolo. Oggi ospita temporaneamente parte delle collezioni del Museo della ceramica, in attesa che il trasferimento al convento di Sant'Agostino sia completato. Il palazzo conserva ancora oggi l'esposizione temporanea Divo Jacobo Maiori Apostolo di Catum, dedicata proprio a San Giacomo, patrono della città. È un esempio di come l'aristocrazia ecclesiastica calatina abbia costruito, nei secoli, una residenza degna del proprio rango, oggi riconvertita a spazio culturale pubblico.
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Palazzo Senatorio
40s
Il Palazzo Senatorio si affaccia su Piazza Umberto I, il cuore civile del Centro Storico di Caltagirone. Intorno alla piazza si concentrano alcuni degli edifici più importanti della città. L'ex Teatro Garibaldi, oggi trasformato nella galleria intitolata Luigi Sturzo, sacerdote e politico calatino fondatore del Partito Popolare Italiano, e l'edificio settecentesco che ospitò l'antico Monte di Pietà, istituzione di microcredito controllata dalla Chiesa fin dal Cinquecento, oggi sede di banca. La piazza concentra in pochi metri quadrati il potere civile, quello religioso e quello finanziario della Caltagirone storica.
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Chiesa del Gesù
40s
La Chiesa del Gesù fu costruita nel 1570 come parte del Collegio Gesuitico di Caltagirone. La facciata presenta otto statue raffiguranti santi e la Vergine con il bambino. All'interno conserva una pietà dipinta da Filippo Paladini, pittore toscano attivo in Sicilia tra V e 600 e una natività attribuita a Polidoro da Caravaggio. L'ex Collegio Gesuitico Annesso conserva ancora due cortili porticati. La presenza dei Gesuiti a Caltagirone, come in molte altre città siciliane di rilievo dell'epoca, portò con sé un patrimonio artistico di livello sorprendente per un centro dell'entroterra siciliano.
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Basilica di San Giacomo — Arca argentea
48s
All'interno della Basilica di San Giacomo è custodita l'arca argente accontenente le reliquie del Santo Patrono, considerata l'opera di oreficeria più preziosa dell'intera città. Fu realizzata nell'arco di 92 anni, dal 1599 al 1691, da una sequenza di artefici. Il cesellatore palermitano Nibilio Gaggini, suo figlio Giuseppe, gli artigiani locali Gian Michele Ancone e Matteo Lomastro, e infine il messinese Martinez. Quasi un secolo di lavoro ininterrotto per un solo oggetto sacro. Nel 1700 il senato civico di Caltagirone, in segno di gratitudine verso il patrono, gli affidò simbolicamente le chiavi della città. Un'iscrizione del 1743 lo ricorda ancora oggi sulla chiave conservata nella basilica.
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Basilica di San Giacomo
45s
La Basilica di San Giacomo fu eretta nel 1090 per volere del conte Ruggero il Normanno, dopo aver sconfitto i Saraceni nella Valle del Conte, alle porte di Caltagirone, proprio il 25 luglio, giorno della festa di San Giacomo. Il conte attribuì la vittoria all'intercessione del santo e gli dedicò il tempio, affidandogli la protezione della città. Il terremoto del 1693 la rase quasi completamente al suolo. Le cronache raccontano che 700 fedeli, riuniti in preghiera in quel momento, morirono nel crollo. Si scelse comunque di ricostruirla nello stesso punto esatto. Un'iscrizione latina lo definisce «Obi venera Shonem divi Giacobi», per rispetto verso San Giacomo.
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Basilica di San Giacomo
38s
La chiesa di San Giacomo ha origini normanne, ma fu interamente rifatta tra il 600 e il 700 dopo il terremoto. Custodisce lo stemma marmoreo della città e un'arca argente accontenente le reliquie di San Giacomo, patrono di Caltagirone. Secondo la tradizione popolare locale, ogni anno durante la festa patronale del 25 luglio, i caltagironesi portano in processione queste reliquie attraverso le vie del centro storico. Un rito che si ripete da secoli e che, insieme alla scalinata illuminata, costituisce il momento più sentito del calendario religioso della città.
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Ponte di San Francesco — Via Roma
35s
Il ponte di San Francesco attraversa via Roma collegando due quartieri storici di Caltagirone, costruito su un'arteria che ha collegato per secoli la stazione ferroviaria al cuore della città antica. Lungo questo stesso percorso si incontrano il Palazzo Sant'Elia e il Tondo Vecchio, edificio settecentesco. È uno degli assi viari che meglio racconta la stratificazione urbanistica di Caltagirone, una città costruita su più livelli collinari, dove ogni epoca ha aggiunto ponti, scalinate e collegamenti per tenere insieme un tessuto urbano naturalmente verticale.
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