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Ancona

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Percorsi

Luoghi che si raccontano

Colle Guasco — Belvedere del Duomo

51s

Il Colle Guasco, su cui sorge il Duomo di San Ciriaco, offre una delle viste più particolari d'Italia. La particolare posizione geografica di Ancona consente di vedere sia l'alba che il tramonto sul mare dallo stesso punto. Dal Sagrato del Duomo si vede ad ovest il porto con l'arco di Traiano, la mole van Vitelliana e le navi da crociere in costruzione nei cantieri. Ad est il mare aperto dell'Adriatico con il promontorio del Conero. Al tramonto, guardando verso il porto, l'arco di Traiano si staglia davanti al sole che scende sul mare, una delle vedute più fotografate delle Marche. Si raggiunge a piedi dal centro storico in circa 15 minuti attraverso la scalinata di Via del Guasco o in auto dalla parte posteriore del Colle. L'accesso è gratuito e la piazza è quasi sempre silenziosa, anche d'estate.

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Piazza del Papa

52s

Piazza del Papa, il cui nome ufficiale è Piazza Roma, deve il nome popolare alla statua di Papa Clemente XII Corsini, inaugurata nel 1738, che domina la piazza in posizione trionfale. Si affaccia su di essa il Palazzo del Governo, in stile gotico-rinascimentale. Ma la piazza porta ancora nella memoria collettiva un episodio drammatico. Il 25 giugno 1849, nel pieno dei moti risorgimentali, il generale austriaco Winfen fece fucilare qui 23 patrioti italiani che si erano ribellati all'occupazione austriaca della città. La notizia scosse l'opinione pubblica europea. Ancona era in quel periodo uno dei fronti più caldi del risorgimento italiano. Il suo porto strategico era conteso tra i liberali e le potenze reazionarie che sostenevano il potere temporale del Papa.

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Chiesa di Santa Maria della Piazza

52s

La chiesa di Santa Maria della Piazza è uno dei gioielli nascosti di Ancona, una piccola chiesa romanica del XII secolo, con una facciata decorata da una serie di arcatelle pensili e da un portale straordinariamente ricco, opera di maestranze locali del 1210. La sua particolarità è il pavimento interno. Durante i restauri del Novecento furono scoperte, sotto il piano di Calpestio, tre pavimentazioni sovrapposte risalenti rispettivamente al V-VI secolo, all'VIII-IX secolo e all'XI secolo. Tre strati di chiese paleocristiane e altomedievali costruite l'una sull'altra. Quella attuale è quindi la quarta chiesa costruita sullo stesso punto. Le strutture delle chiese precedenti sono visibili attraverso aperture nel pavimento moderno. È considerata un capolavoro romanico con accenni bizantini.

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Cittadella di Sangallo

50s

Sulla sommità del Colle a Stagno sorge la cittadella di Sangallo, una potente fortezza militare voluta dalla Chiesa per proteggere la città dalle scorribande turche. Fu progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, lo stesso architetto che lavorò a Castel Sant'Angelo a Roma, e costruita a partire dal 1532 per volere di Papa Clemente VII, dopo la caduta di Rodi nel 1522, che aveva aperto il Mediterraneo orientale alle flotte ottomane. La sua struttura bastionata a pianta trapezoidale è un capolavoro dell'architettura militare rinascimentale, una delle più imponenti fortezze papali dell'Adriatico, dopo l'Unità d'Italia fu usata come carcere militare. Oggi è parzialmente aperta al pubblico e offre una delle viste panoramiche più ampie sulla città, il Porto e il Golfo di Ancona.

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Loggia dei Mercanti

52s

La loggia dei mercanti è un edificio quattrocentesco che si apre tra i vicoli che sfociano sui moli del Porto Storico. Fu costruita nel 1451-1459 su commissione della Corporazione dei Mercanti Anconetani, che in quel periodo controllavano uno dei traffici commerciali più importanti dell'Adriatico, con collegamenti stabili con Ragusa, Venezia, Costantinopoli e i Porti Levantini. La facciata è un capolavoro del gotico fiorito adriatico, con statue di guerrieri e decorazioni fitomorfe scolpite da Giorgio da Sebenico, il più importante architetto d'Almata del Quattrocento, che lavorò contemporaneamente ad Ancona, Sebenico e Traù. È uno dei rarissimi esempi di gotico veneziano d'Almata presenti sulle coste marchigiane, testimonianza diretta dei commerci che univano le due sponde dell'Adriatico.

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Anfiteatro Romano

44s

L'anfiteatro romano di Ancona, il cui arco d'ingresso è ancora oggi visibile nell'omonima piazza, fu forse costruito su un preesistente teatro greco. È inglobato nel tessuto urbano medievale. Nel corso dei secoli le sue gradinate furono trasformate in fondamenta di abitazioni e oggi la struttura è parzialmente visibile solo nell'arco principale e in alcuni tratti delle fondamenta emerse durante scavi urbani. Si trova sul versante meridionale del Colle Guasco, tra il Duomo e il Museo archeologico nazionale delle Marche. Il museo, ospitato nel Palazzo Ferretti, è uno dei più importanti dell'Italia adriatica e conserva la straordinaria collezione di ori dei Piceni, tra cui il celebre disco di Palestrina.

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Mole Vanvitelliana

55s

Il Lazzaretto fu costruito da Luigi Vambitelli su un'isola artificiale a pianta pentagonale realizzata all'interno del porto, su incarico di Papa Clemente XII. La sua funzione originaria era triplice, quarantena per uomini e merci provenienti dall'Oriente, magazzino per le merci in arrivo e struttura difensiva. All'interno della cinta pentagonale c'era tutto il necessario per una comunità autonoma, chiesa, abitazioni, pozzi, cisterne. Dopo l'acquisizione da parte del comune di Ancona nel 1997, la Mole Vambitelliana è divenuta il principale centro espositivo delle Marche. È uno degli esempi più originali di architettura settecentesca europea. Un edificio a pianta pentagonale costruito sull'acqua, progettato da uno degli architetti più importanti del Settecento italiano, lo stesso che costruì la Reggia di Caserta.

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Duomo di San Ciriaco — Colle Guasco

51s

La cattedrale di San Ciriaco è da sempre il simbolo religioso della città, come l'arco di Traiano ne è il simbolo laico. Entrambi, per la loro posizione affacciata sul mare, rappresentano i primi punti di riferimento che il navigatore nota avvicinandosi al porto. Il primo nucleo della cattedrale risale al VI secolo come Basilica Paleocristiana, divenne cattedrale attorno al 1000, fu ampliata nel XII secolo con pianta a croce greca. La cupola e il portale principale furono realizzati nel XIII secolo. Sorge sulla sommità del Colle Guasco, già sede dell'acropoli della città greca e del Tempio Dorico dedicato a Venere Euplea. Le colonne di quel tempio furono reimpegate nella costruzione della cattedrale cristiana e sono ancora visibili all'interno. È uno degli esempi più importanti di architettura romanico-bizzantina dell'Adriatico.

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Arco di Traiano — Porto di Ancona

54s

Il più antico panorama di Ancona risale al II secolo ed è scolpito nelle pietre della colonna traiana a Roma. Si tratta della scena 58, raffigurante la partenza da Ancona dell'imperatore Traiano per la seconda guerra dacica. In essa sono riconoscibili il Tempio di Venere, il molo e l'arco di Traiano. L'arco fu raffigurato nei secoli da alcuni dei più grandi pittori italiani. Vittore Carpaccio lo inserì nella predica di Santo Stefano del 1514, oggi al Museo del Louvre. Il Domenichino ne lasciò una celebre interpretazione rinascimentale. Nella Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani, una veduta cinquecentesca mostra Ancona con l'arco chiaramente riconoscibile sul porto. È uno dei pochi monumenti romani che compaiono nella pittura del Rinascimento veneziano. Prova di quanto fosse celebre in tutta Italia.

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Arco di Traiano

54s

L'arco di Traiano fu eretto tra il 100 e il 116 d.C. dal Senato e dal popolo romano, in onore dell'imperatore Traiano, che a proprie spese aveva fatto ampliare il porto cittadino. È attribuito ad Apollodoro di Damasco, l'architetto seriano di fiducia dell'impero, lo stesso che progettò il foro di Traiano a Roma, ed è alto 14 metri, costruito interamente in marmo bianco turco, con due coppie di colonne corinzie scanalate. Sulla sommità dell'attico si stagliavano le statue in bronzo di Traiano, della moglie Plotina e della sorella Marciana. I fori di ancoraggio sono ancora visibili. Nel 700 la sua importanza era tale che ogni capitano di bastimento che approdava ad Ancona doveva versare 60 bagliocchi per la sua conservazione. Da questo porto Traiano partì per la vittoriosa guerra contro i Daci, come raccontano i bassorilievi della colonna Traiana a Roma.

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