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Agrigento

Just walk, and let the places speak. Nothing to scan.

Routes

Places that speak

Quartiere Rabato

38s

Il quartiere Rabato è la parte più antica del centro storico medievale di Agrigento. Il nome deriva dall'arabo Arrabat, il sobborgo esterno alle mura. Gli arabi occuparono Agrigento nell'840 d.C. e la chiamarono Kerkent. Lasciarono un'impronta profonda nell'urbanistica. I vicoli stretti e contorti, i cortiletti interni, le abitazioni compatte su più livelli sono ancora oggi visibili. Camminare nel Rabato significa percorrere strade che hanno la stessa forma di mille anni fa, tracciate da chi non aveva progettato una città europea, ma un insediamento nordafricano sul Mediterraneo.

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Monastero di Santo Spirito

39s

Il monastero di Santo Spirito fu fondato nel 1290 dalla famiglia Chiaramonte, in stile gotico con elementi chiaramontani. Le suore di clausura che lo abitano producono ancora oggi i dolci di mandorla, secondo ricette tramandate per 700 anni, i dolci di badia, pasta reale, couscous, dolce, frutta di martorana. Si acquistano direttamente dalle monache attraverso una ruota girevole nel muro, la ruota dei dolci, senza che il visitatore veda chi li passa dall'interno. La clausura è totale, i dolci arrivano attraverso la ruota come sono sempre arrivati, da sette secoli.

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Piazza Sinatra

28s

Piazza Sinatra è il belvedere del Centro Storico di Agrigento. Da qui si vede in un colpo d'occhio tutta la costa agrigentina da est a ovest, con la Valle dei Templi in primo piano e il mare sullo sfondo. È il punto dove la città medievale e quella greca si guardano da lontano, separate da duemila anni. Viene al tramonto, la luce radente illumina i templi di giallo e arancio e la valle si trasforma in qualcosa che non assomiglia a nessun altro posto al mondo.

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Via Atenea

37s

Via Atenea è la strada principale del centro storico di Agrigento, lunga, tortuosa, che attraversa est-ovest la parte bassa della città medievale. Il nome omaggia la dea Atena, che aveva un tempio sull'acropoli dell'antica Acragas, dove oggi sorge Santa Maria dei Greci. Agrigento si chiamò Kerkent sotto gli arabi, Gergent sotto i normanni, Girgenti fino al 1927, quando il regime fascista la ribattezzò Agrigento per latinizzarne il nome. I cittadini la chiamano ancora Girgenti nella lingua parlata quotidiana.

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Cattedrale di San Gerlando

44s

La cattedrale di San Gerlando fu fondata nel 1094, pochi anni dopo la conquista normanna di Agrigento. Gerlando di Besancon fu il primo vescovo normanno della città, poi canonizzato come patrono. La cattedrale fu ricostruita più volte. Già nel 1244 una frana del costone occidentale ne distrusse parte. Il campanile, imponente e incompiuto, domina il profilo del centro storico da secoli. Nel 1951 Papa Pio XII la elevò a basilica minore. Conserva una collezione di reliquie e oggetti sacri di grande valore, custoditi nel museo diocesano, annesso al Palazzo Vescovile.

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Chiesa di Santa Maria dei Greci

35s

La chiesa di Santa Maria dei Greci fu costruita nel XII secolo, in epoca normanna, su un basamento greco ancora perfettamente visibile attraverso un pavimento in vetro all'interno della navata. Il basamento appartiene a un tempio d'orico del V secolo a.C., probabilmente dedicato ad Atena, con colonne in tufo ancora conservate nelle fondamenta. Si trovava sull'acropoli dell'antica Acragas. La chiesa normanna è costruita letteralmente sopra le colonne greche. Entrando, puoi vedere il tempio pagano originale attraverso il pavimento della chiesa cristiana medievale.

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Tempio di Ercole — Valle dei Templi

35s

Il Tempio di Ercole è il più antico della Valle dei Templi, risale alla fine del VI secolo a.C., circa 50 anni prima del Tempio della Concordia. Di origine d'orica, aveva in origine 38 colonne. Oggi ne restano solo 8 in piedi, consolidate in seguito a un intervento del 1924 finanziato dal magnate inglese Alexander Hardcastle, appassionato di archeologia che visse ad Agrigento e dedicò anni e risorse proprie al restauro dei Templi. Senza di lui, probabilmente anche queste 8 colonne sarebbero crollate.

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Giardino della Kolymbethra — Valle dei Templi

44s

Il Giardino della Colimbetra è una piccola valle di 5 ettari nel cuore del parco archeologico. Il nome in greco significa vasca. Diodoro Siculo racconta che nel 480 a.C. il tiranno Terone fece scavare una rete di gallerie sotterranee per portare l'acqua in città, che confluivano in questa grande vasca artificiale. Nei secoli fu trasformata in vivaio di pesci, poi in giardino. La chiesa medievale vi introdusse gli agrumi. Dal 1999 è gestita dal FAI. Oggi ci crescono mandorli, ulivi, aranci e limoni centenari. Sotto i piedi ci sono ancora gli ipogei greci del V secolo a.C., visitabili lungo il percorso.

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Museo Archeologico Regionale — Contrada San Nicola

42s

Il Museo archeologico di Agrigento conserva uno dei telamoni originali del Tempio di Zeus. Alto 7, 65 metri, è la statua più grande del mondo greco antico recuperata intatta. È esposto orizzontale perché in piedi non entrerebbe nella sala. Il museo ospita anche l'Effebo di Agrigento, scultura marmorea del V secolo a.C. di straordinaria qualità e una delle più ricche collezioni di ceramiche attiche e magnogreche della Sicilia. L'ingresso avviene attraverso il chiostro di un convento cistercense del 300. Fuori, visibili dal giardino, ci sono i resti dell'Ecclesiasterion, l'assemblea pubblica greca del IV secolo a.C.

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Tempio di Zeus Olimpico — Olympeion

39s

Il Tempio di Zeus olimpico fu iniziato dopo la vittoria di Acragas sui cartaginesi nella battaglia di Mera del 480 a.C. Era il più grande tempio d'orico dell'Occidente greco, 113 metri di lunghezza e 56 metri di larghezza, una superficie quasi doppia del partenone di Atene. Non fu mai completato. Tra le colonne si ergevano i telamoni, statue maschiri alte quasi otto metri che fungevano da elementi portanti. Un terremoto il 19 dicembre 1401 lo distrusse completamente. Le sue pietre vennero poi usate nel 700 come cava per costruire i moli del porto di Porto in Pedocle.

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