← Tutti i luoghi di Tropea Tropea Medievale: Pietre e Secoli di Storia

Tropea Medievale: Pietre e Secoli di Storia

5 tappe 24 min Tropea

Dalle antiche mura alla cattedrale normanna, dai palazzi nobiliari alle chiese barocche: un viaggio nel cuore storico di Tropea, tra architetture millenarie e storie di potere e fede.

Le tappe del percorso

1

Chiesa del Gesù

44s

La chiesa del Gesù fu costruita nel XVII secolo dai gesuiti sul sito della precedente chiesa bizantina della Cattolica, demolita per fare spazio al nuovo edificio. L'altare maggiore in marmi policromi, realizzato nel XIX secolo in stile barocco, custodisce una tela raffigurante la circoncisione di Gesù Opera del pittore napoletano Paolo de Matteis. All'interno si conservano anche una natività del pittore tropeano Grimaldi, attivo nel Settecento, e due tele raffiguranti Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, opera del pittore Pascaletti. La presenza gesuitica tropea portò con sé, come in molte città del sud Italia, un patrimonio artistico di livello superiore rispetto alle dimensioni del centro.

Si ascolta sul posto, con l’app
2

Mura di Tropea

47s

Le mura di Tropea furono erette per la prima volta nel 534 d.C. per ordine dell'imperatore Giustiniano, dopo che il suo generale Belisario aveva liberato la Calabria dal dominio dei Goti durante la guerra greco-gotica. Nel cuore della cinta muraria sorgeva il castello di Tropea, una struttura trapezoidale con quattro torri angolari, tra cui la Torre Lunga e la Torre Mastra. Il castello fu demolito nell'Ottocento. Durante la demolizione fu rinvenuta una necropoli paleocristiana con lapidi ed epigrafi, oggi esposte all'interno di Palazzo Toraldo. Via Umberto I, l'antica strada dei Fabri, fu ricavata riempiendo il fossato difensivo che correva lungo le mura. Camminarla oggi significa percorrere un fossato medievale interrato.

Si ascolta sul posto, con l’app
3

Cattedrale di Maria Santissima di Romania

52s

La cattedrale di Tropea fu fondata in epoca normanna intorno al 1059, quando il papa affidò a Roberto d'Altavilla il ducato di Puglia e Calabria. La struttura originaria aveva tre navate con pilastri ottagonali e archi a tutto sesto. Nel corso dei secoli subì numerose modifiche e restauri. Terremoti, ricostruzioni e aggiunte stratificarono stili diversi sulla struttura normanna di base. All'interno custodisce la «Madonna di Romania», immagine sacra di origine bizantina considerata la patrona di Tropea. Secondo la tradizione, fu portata in città da monaci orientali in fuga dalle persecuzioni iconoclaste dell'VIII-IX secolo. Non esistono documenti certi sulla data di arrivo. Esiste solo la venerazione, ininterrotta da secoli.

Si ascolta sul posto, con l’app
4

Palazzo Braghò

42s

Via Boiano è la via più antica di Tropea. Lo è per documentazione storica, non per leggenda. Palazzo Bragò, che vi si affaccia, è un palazzo nobiliare parzialmente ricostruito nel 1921 in stile Liberty, ma conserva il portale d'ingresso barocco originale in granito locale decorato con foglie e conchiglie. Attraverso l'androne coperto da volte a botte, si accede al portale opposto del 1921. Oggi ospita la proloco e l'ufficio del turismo. I portali in granito dei palazzi nobiliari di Tropea sono una caratteristica architettonica unica. Il granito veniva estratto da una cava a circa due chilometri dall'abitato, documentata già in epoca romana.

Si ascolta sul posto, con l’app
5

Palazzo Toraldo

44s

Palazzo Toraldo sorge sull'area dove si trovava il castello medievale di Tropea demolito nell'Ottocento. Fu ricostruito dopo il terremoto del 1783 e ristrutturato nel Novecento. È in realtà l'unione di due palazzi distinti. Oggi ospita la collezione privata Toraldo di Francia. Reperti archeologici pregreci, documenti storici della famiglia, pergamene, dipinti di scuola calabrese del Settecento e le lapidi della necropoli paleocristiana rinvenuta durante la demolizione del castello. È visitabile su appuntamento. Custodisce al suo interno secoli di storia di Tropea che altrove sarebbero andati perduti, salvati da una famiglia che ha scelto di non cedere il proprio archivio a istituzioni pubbliche.

Si ascolta sul posto, con l’app
Il racconto completo si ascolta sul posto, con l’appContenuti audio geolocalizzati su Voxter
Scarica Voxter