La fonte Aretusa è una sorgente di acqua dolce che emerge a pochi metri dal mare Salato, un fenomeno idrogeologico raro causato dalla pressione delle acque sotterranee, che risalgono attraverso la roccia calcarea fino alla superficie. I greci la chiamarono Aretusa, il nome di una ninfa, e fu proprio la presenza di questa sorgente a convincerli a fondare qui la colonia di Siracusa nel 734 a.C., acqua potabile direttamente sull'isola senza dover scavare pozzi o portarla dall'esterno. Un vantaggio strategico enorme nell'antichità. Oggi nella fonte crescono piante di papiro. Siracusa è l'unica città in Europa in cui il papiro cresce spontaneamente, portato nell'antichità dall'Egitto.
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"La Mandorla" - Piazza Duomo
45s
Piazza Duomo ha una forma leggermente allungata, che i siracusani chiamano la mandorla, il frutto simbolo della provincia. È considerata una delle piazze barocche più belle d'Italia. La pavimentazione in pietra bianca di Siracusa riflette la luce in modo diverso ad ogni ora del giorno. Al tramonto la piazza diventa quasi luminescente. Tutto intorno, il Duomo, il Palazzo Arcivescovile, il Palazzo Senatorio, la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, costruiti nello stesso periodo, con la stessa pietra, dallo stesso stile, fu progettata come un unico spazio scenografico omogeneo dopo il terremoto del 1693. Prima di allora in quella piazza c'era già il Tempio Greco di Atena da oltre duemila anni.
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Duomo di Siracusa
50s
Il Duomo di Siracusa è uno degli edifici più straordinari del mondo antico e moderno insieme. Il nucleo originale è un tempio d'orico del V secolo a.C. dedicato ad Atena, commissionato dal tiranno Gelone dopo la vittoria sui cartaginesi nella battaglia di Himera del 480 a.C. Nel VII secolo d.C. il vescovo Zosimo lo trasformò in basilica cristiana a tre navate, inglobando le colonne greche nelle pareti laterali. Divenne moschea sotto gli arabi, tornò chiesa con i normanni. La facciata barocca fu progettata da Andrea Palma dopo il terremoto del 1693. Entrando dal lato di via Minerva, si vedono ancora le colonne d'oriche originali sporgere dalle pareti, 2500 anni di storia visibili a occhio nudo nella stessa parete.
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Tempio di Apollo
50s
Il Tempio di Apollo è il primo monumento che si incontra entrando a Ortigia, ed è il più antico tempio d'orico della Sicilia, costruito agli inizi del VI secolo a.C. in calcare locale detto Giugiulena. Aveva originariamente 46 colonne monolitiche. La sua esistenza è confermata da un'iscrizione incisa sul basamento orientale. Cleomede fece per Apollo il tempio, il figlio di Cnidiaidas, e alzò i colonnati, opere rebelle. Nel corso dei secoli fu trasformato in chiesa paleocristiana, poi in moschee araba, poi in basilica normanna. Nel 1537 Carlo V lo usò come cava per le nuove mura di Ortigia. Nel 1562 fu inglobato in una caserma spagnola. Fu riscoperto e liberato solo nei primi anni del Novecento.
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Ingresso Ortigia — Ponte Umbertino
46s
Ortigia è un'isola di circa un chilometro quadrato, collegata alla terraferma da due ponti. Su questa superficie minuscola, i Corinzi fondarono Siracusa nel 734 a.C., una delle colonie greche più importanti del Mediterraneo. In meno di due secoli, Siracusa divenne la città greca più grande e ricca dell'Occidente, capace di mobilitare 60.000 uomini per la costruzione delle mura. Platone, Pindaro, Eschilo e Archimede vissero o lavorarono qui. Cicerone la visitò nel I secolo a.C. e la definì la più bella di tutte le città. In un chilometro quadrato sono stratificati 3.000 anni di storia continua, greca, romana, araba, normanna, spagnola, barocca.
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