Cammina e lascia che siano i luoghi a parlarti. Nessun cartello da inquadrare.
Luoghi che si raccontano
Quartiere Provinciale — Centro storico
39s
Dopo il terremoto del 1908, migliaia di messinesi sopravvissuti vissero per anni e decenni nelle baracche, costruzioni provvisorie in legno erette dall'esercito nei giorni immediatamente successivi al sisma come soluzione temporanea. Alcune di quelle baracche rimasero abitate fino agli anni 50. I messinesi le chiamano ancora le baracche del 1908, una ferita della memoria che non si è chiusa. La ricostruzione di Messina fu lenta, parziale e spesso controversa. La città che vedi oggi non è la città che fu. È una città nuova, costruita sulle macerie di una città antica che non tornerà.
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Mercato di Messina
42s
Il pesce dello stretto di Messina ha caratteristiche uniche. Le correnti forti e l'ossigenazione elevata dell'acqua lo rendono particolarmente pregiato. Il pesce spada pescato nello stretto è considerato tra i migliori del Mediterraneo. La pesca tradizionale con l'aluntro, una barca lunga e stretta, con una passerella da cui l'arpionatore lancia la fiocina, è praticata ancora oggi nel periodo estivo. Nei mercati del centro puoi trovare il pesce spada freschissimo a prezzi nettamente inferiori rispetto alle altre città siciliane. Messina è anche la città delle granite al bergamotto, il bergamotto calabrese coltivato proprio sull'altra sponda dello stretto.
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Via Garibaldi — Lungomare
42s
Il lungomare di Messina è uno dei più panoramici della Sicilia. Da qui si vede simultaneamente la Calabria a pochi chilometri, i traghetti che attraversano lo stretto e, nelle giornate limpide, l'Etna sullo sfondo. La via Garibaldi corre parallela al porto per diversi chilometri ed è la passeggiata serale per eccellenza dei messinesi. Il momento migliore è il tramonto, quando i colori cambiano rapidamente e la costa calabrese si colora di arancione. La sera, i locali affollano i bar del lungomare. Messina è una città che i turisti attraversano ma raramente si fermano. Chi si ferma scopre che ha una delle viste sullo stretto più belle di tutto il Sud Italia.
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Museo Regionale di Messina
47s
Il Museo regionale di Messina custodisce due capolavori assoluti di Caravaggio, che soggiornò in città nel 1600-1609 dopo la fuga da Malta, la Ressurrezione di Lazzaro e il Adorazione dei Pastori. Entrambe le opere furono commissionate da nobili messinesi e realizzate in pochissimi mesi. La Ressurrezione di Lazzaro misura oltre 380 cm di altezza. È uno dei dipinti su tela più grandi di Caravaggio. Il museo conserva anche gli originali della Fontana del Nettuno e diverse opere rinascimentali sopravvissute al terremoto. Fino al 2022 era ospitato in uno storico edificio settecentesco adattato. Il trasferimento nella nuova sede ha migliorato le condizioni di conservazione.
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Terremoto 1908
47s
Il 28 dicembre 1908, alle 5.20 del mattino, Messina fu colpita da un sisma di X grado Mercalli. In 37 secondi crollò il 90% degli edifici. Seguì un maremoto con onde alte 12-13 metri che sommerse la costa. Le vittime a Messina furono tra le 50.000 e le 65.000, tra il 42 e il 45% dell'intera popolazione. I primi soccorsi arrivarono dai marinai russi della nave da guerra Aurora, attraccata nel porto. Gli aiuti italiani arrivarono dopo una settimana. La stampa internazionale parlò di scandalo. Il governo Giolitti fu travolto dalle polemiche. Messina era la città più grande della Sicilia. Dopo il 1908 non si è mai ripresa completamente.
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Santissima Annunziata dei Catalani
46s
La Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani è uno dei pochissimi edifici medievali sopravvissuti al terremoto del 1908. Fu costruita nei secoli XII e XIII su un preesistente tempio romano dedicato a Nettuno. I resti della struttura pagana sono ancora visibili nella parte absidale. Fu la prima cappella reale degli Aragonesi a Messina, poi ceduta nel XV secolo a mercanti catalani che le diedero il nome attuale. La facciata mescola elementi normanni, arabi, bizantini e romanici. Un edificio che racconta quattro culture in una sola architettura. Davanti alla chiesa, nel 1572, fu collocata la statua di Don Giovanni d'Austria, vincitore della battaglia di Lepanto.
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Chiesa di Santa Maria Alemanna
48s
La chiesa di Santa Maria Alemanna è l'unico edificio interamente gotico della Sicilia. Fu costruita nel 1220 per volere di Federico II di Svevia per l'ordine dei cavalieri teutonici, che la usavano, insieme all'ospedale Annesso, come punto di sosta e cura durante le crociate. Sopravvisse al terremoto del 1908 e ai bombardamenti del 1943, a differenza di quasi tutto il resto della città. Fu restaurata a partire dal 1949 e aperta al pubblico nel 2001. Entrando, i costoloni gotici che si aprono a ventaglio sulle navate ricordano immediatamente le cattedrali del nord Europa, un edificio che non sembra siciliano e non dovrebbe essere qui. Eppure ci è intatto da 800 anni.
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Fontana di Nettuno
45s
La fontana di Nettuno fu completata nel 1557, sempre da Montorsoli, dopo il successo della Fontana di Orione. Raffigura Nettuno con il tridente che domina Scilla e Cariddi, i due mostri marini che secondo il mito greco presidiavano le due sponde dello Stretto. Fu originariamente collocata sul porto, con Nettuno che volgeva le spalle al mare, come se il Dio offrisse i tesori del mare alla città. Nel 1934 fu spostata nell'attuale posizione e ruotata di 180 gradi, oggi Nettuno dalle spalle alla città. Le statue originali di Nettuno e Scilla, danneggiate nei moti del 1848, sono conservate nel museo regionale. Quelle che vedi sono copie ottocentesche.
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Fontana di Orione
42s
La Fontana di Orione fu realizzata nel 1553 dallo scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli, allievo diretto di Michelangelo, su commissione del Senato di Messina. Fu voluta per celebrare la costruzione del primo aquedotto cittadino, completato nel 1547. Il soggetto, il gigante Orione, mitico fondatore di Messina, fu suggerito a Montorsoli dal matematico messinese Francesco Maurolico. Lo storico dell'arte Bernard Berenson la definì «la più bella fontana del Cinquecento Europeo». I marmi furono portati appositamente da Carrara. È in piazza del Duomo da oltre 470 anni.
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Campanile del Duomo — Orologio Astronomico
41s
Il campanile del Duomo di Messina, inaugurato nel 1933, è alto 60 metri e ospita quello che viene considerato il più grande orologio astronomico del mondo in movimento. Su più livelli meccanici si alternano figure allegoriche, i giorni della settimana, le quattro fasi della vita, scene bibliche, le statue di Dina e Clarenza, il leone di bronzo che rugisce a mezzogiorno. Ogni giorno, poco dopo le 12, in tutta la piazza risuona l'Ave Maria di Schubert. Lo spettacolo dura circa cinque minuti. Il meccanismo fu progettato dalla ditta francese Ungerer e inaugurato lo stesso anno del campanile.
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