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Cammina e lascia che siano i luoghi a parlarti. Nessun cartello da inquadrare.

Percorsi

Luoghi che si raccontano

Strada delle Orecchiette

45s

Nei vicoli di Bari Vecchia, in particolare lungo via dell'Arco Basso, alcune signore anziane siedono ogni mattina davanti a casa a lavorare la pasta a mano, soprattutto le orecchiette, il formato di pasta simbolo di Bari e dell'intera Puglia. Non è una messa in scena turistica. È un'abitudine quotidiana che viene da generazioni, quando la pasta si faceva sempre in casa e si vendeva ai vicini. Le orecchiette si formano premendo un pezzo di impasto sul piano di legno con il pollice e rovesciandolo. Il gesto richiede anni di pratica per ottenere la forma perfetta a orecchio concavo. Chi passa può acquistare la pasta fresca direttamente dalle signore. Il ricavato integra le pensioni. La scena si svolge la mattina presto, prima che arrivi il caldo.

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Lungomare Nazario Sauro

49s

Il Lungomare di Bari, ufficialmente Lungomare Nazario Sauro, è uno dei più lunghi e frequentati del sud Italia, con oltre tre chilometri di passeggiata pedonale sul mare Adriatico. Fu costruito nei primi decenni del Novecento, in concomitanza con lo sviluppo del quartiere Murat, obliterando la vista delle mura medievali a picco sul mare, che per secoli avevano caratterizzato il profilo costiero della città. La sera è il momento migliore. I baresi lo chiamano semplicemente il lungomare e vi passeggiano in grandi famiglie nelle ore serali, con i bambini in bicicletta e i nonni sulle panchine. Dal lungomare si vede chiaramente il profilo di Bari Vecchia, con la basilica di San Nicola e il castello, la stessa vista che i marinai medievali avevano dall'Adriatico quando tornavano in porto.

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Piazza del Ferrarese

42s

Nei recenti lavori di ripavimentazione di Piazza Ferrarese, la piazza di accesso a sud-est al centro storico, sono venute alla luce le basi dell'antica porta nuova e delle mura in cui essa si apriva. Una parte del vecchio lastricato è stato lasciato in vista e, sul pavimento odierno, due file di basole scure segnano i contorni della porta e delle mura stesse. Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile sono le due piazze di accesso meridionale a Bari Vecchia, il punto dove la città medievale incontra il lungomare e il quartiere Murat. Lungo la muraglia, le mura che si affacciano sul mare, si può intraprendere una passeggiata che si apre su un paesaggio che abbraccia il lungomare fino alle spiagge di pane e pomodoro.

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Chiesa di San Marco dei Veneziani

49s

La chiesa di San Marco dei Veneziani fu eratta ringraziamento per aver liberato Bari dall'occupazione dei saraceni nel 1202. La leggenda narra che i veneziani, alleati con i baresi, sconfissero la flotta saracena nel Golfo di Bari e, in segno di gratitudine, i baresi donarono loro un terreno dove costruire una chiesa intitolata al Patrono di Venezia. È uno degli esempi più rari di chiesa veneziana nel profondo Sud Italia. La presenza di una comunità mercantile veneziana a Bari nell'XI secolo testimoniale intensità dei commerci adriatici di quell'epoca. La chiesa fu ricostruita nel corso dei secoli e quella attuale risale al periodo medievale con modifiche successive. Si trova in uno dei vicoli più stretti di Bari Vecchia, quasi nascosta tra le abitazioni.

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Bari Vecchia

52s

Bari Vecchia è la città antica di Bari, situata nella penisola racchiusa tra i due porti, il Porto Vecchio e il Porto Nuovo, delimitata a sud da Corso Vittorio Emanuele. La città nuova, denominata Quartiere Murat, si estende invece tra la ferrovia e la costa, con strade a reticolo ortogonale. Il Quartiere Murat fu fondato nel 1813 da Gioacchino Murat. Il contrasto tra i due tessuti urbani è uno degli spettacoli più affascinanti di Bari. I vicoli medievali tortuosi di Bari Vecchia si interrompono bruscamente su Corso Vittorio Emanuele. Dall'altra parte inizia la griglia perfetta dell'Ottocento. Bari Vecchia detiene la memoria della popolazione barese e custodisce una serie di monumenti e architetture di grande valore storico e culturale, tra cui monumenti romanici, palazzi storici e una trentina di chiese.

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Cattedrale di San Sabino

45s

La Basilica Cattedrale di San Sabino è la cattedrale di Bari, non la Basilica di San Nicola, come molti credono. Costruita tra il XII e il XIII secolo per volontà dell'arcivescovo Reinaldo, fu edificata sulle rovine dell'antico duomo bizantino distrutto nel 1156 da Guglielmo I di Sicilia, usando materiali di spoglio provenienti da altre chiese abbattute. Nei suoi archivi è conservato un celebre exulte, un codice mignato anteriore al 1025, contenente la liturgia del Sabato Santo. La facciata è estremamente semplice, suddivisa in tre parti. Nel tempo, la cattedrale è stata spogliata di tutte le decorazioni barocche e riportata all'originale solennità romanica. L'interno è quasi nudo nella sua austerità.

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Castello Normanno-Svevo — Torre dei Minorenni

51s

Tre delle quattro torri angolari abugnato del castello sono sopravvissute fino ai nostri giorni. Quella sul lato sud-ovest è detta dei minorenni per aver ospitato in passato la sezione minorile del carcere di Bari, mentre quella sul lato nord-est è denominata di San Francesco o del Monaco, in accordo con la tradizione secondo la quale il santo vi avrebbe soggiornato. Per quanto il castello svevo sia sempre stato un elemento centrale nella vita barese, non ha mai ricevuto l'amore degli abitanti, che lo percepivano come un pericolo più che come una garanzia, sentendosi minacciati piuttosto che difesi. Era visto come contro i baresi, non in loro favore. Questa ambivalenza tra potere e comunità attraversa tutta la storia del castello, fortezza, prigione, residenza nobiliare, caserma, sede di uffici statali. Oggi è finalmente spazio culturale, aperto al pubblico.

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Castello Normanno-Svevo

1:00

Il castello normanno-svevo fu edificato dai normanni nel XII secolo, distrutto nel 1156 da Guglielmo il Malo e poi ricostruito per volere di Federico II tra il 1233 e il 1240. La città di Bari fu dotata di una fortificazione già in epoca romana. Negli annali di Tacito viene riportata la cronaca di prigionia e assassinio di X giugno Silano Torquato a Barium, suggerendo la presenza di un castrum militare. Il castello è a pianta trapezoidale, con una corte centrale e quattro torri angolari. Fu abitato anche dagli spagnoli, che lo munirono di una cinta bastionata, e da Isabella d'Aragona e Bona Sforza, che lo resero ritrovo di filosofi, letterati e artisti, con caratteristiche proprie di una corte. All'interno si può visitare la gipsoteca, che custodisce calchi di sculture ornamentali in uso dall'XI al XVII secolo, realizzati per l'Esposizione Etnografica di Roma del 1911.

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Basilica di San Nicola — Cripta

1:02

La cripta della Basilica di San Nicola è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del mondo ortodosso, non solo cattolico. Ogni anno, decine di migliaia di fedeli russi, greci, rumeni e di altre tradizioni ortodosse vengono a Bari proprio per venerare le reliquie del loro santo più amato. Nel 2007, in occasione della visita del premier russo Vladimir Putin a Bari, la chiesa ortodossa russa adiacente alla Basilica fu donata allo Stato russo. Sotto la cripta, dagli anni 90, sono stati portati alla luce resti di strutture bizantine preesistenti, il castron bizantino che precedette la Basilica normanna. Le reliquie di San Nicola si trovano in una teca dorata sotto l'altare della cripta. Da essa cola un liquido in odore trasparente chiamato manna di San Nicola, raccolta dai custodi e distribuita ai fedeli come reliquia liquida. Il fenomeno è documentato da secoli e non ha ancora una spiegazione scientifica condivisa.

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Basilica di San Nicola

1:00

La Basilica di San Nicola fu edificata tra il 1087 e il 1197 durante la dominazione normanna, magistrale esempio di stile romanico-pugliese, caratterizzata da materiali sobri e linee estremamente pulite. Ma la sua costruzione ha un'origine straordinaria. Nel 1087 un gruppo di marinai baresi trafugò le reliquie di San Nicola da Mira, l'attuale Demre, in Turchia, portandole a Bari dopo una spedizione che le cronache descrivono come un furto sacro. La facciata è semplice e maestosa, fiancheggiata da due torri campanari e mozze di diversa fattura. L'unico elemento decorato dell'esterno è il portale, riccamente ornato da un baldacchino. Internamente la pianta è divisa in tre navate, con un pregiato soffitto in legno dorato, intagliato e decorato, con riquadri dipinti risalenti al XVII secolo. Le reliquie si trovano nella cripta sotto l'altare maggiore, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo cristiano, sia cattolico che ortodosso.

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